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mag
30
2020

Uno, nessuno e centomila…

2020-06-01 16:16:00

Chiediamo scusa a Pirandello per aver impropriamente usato il titolo del suo ultimo romanzo come scusa per raccontare l’avventura di oggi in Aspromonte. In realtà ci saremmo accontentati di trovare anche un solo fungo, ma, dopo aver girato mezzo Aspromonte, dal versante Jonico a quello Tirrenico, i nostri cesti erano completamente vuoti: nessun fungo!
Ma noi avevamo lo stesso centomila ragioni per essere felici, date le premesse del giorno precedente l’avventura: i propositi erano quelli di passare un’altra giornata memorabile nel bosco.
Gianni Battaglia: “Ore 6,00 appuntamento sotto casa Prof./Magister. Io porto panini e il companatico che trovo, Alvyn il vino, Andrea le foto, il Magister la parmigiana, il Prof. la saggezza e Angelo … il camuffo”.
Subito gli fa eco Roberto: “Però io non mi tiro indietro…porto il vino!” E tutti ormai sappiamo che il vino di Roberto è il nettare degli dei, tanto che spesso si trova a dover subire i nostri attacchi alla sua cantina…
Allora la storia diventa interessante quando Angelo dice: “Dai, porto un po di formaggio, fontina?” No, no porta del pecorino calabrese. E Andrea di rimando: “Io porto del capicollo affettato, del pecorino e delle olive schiacciate”.
Luigi intanto ci comunica che da casa di Gianni Crocè si sente un odore di parmigiana e pensa di partecipare portando i pomodori secchi e nodini di salame. Ma riflettendo su tutte le cose buone che ognuno ha deciso di portare si esprime così: “Ho la sensazione che dopo il pasto frugale dovremo stenderci sotto un albero a meditare un paio d’ore…”
Ecco perché, comunque fosse andata la giornata, c’erano buoni motivi per essere sicuri di passare delle ore in ottima compagnia.

Il resto lo facciamo raccontare alle immagini che parlano meglio di cento parole e tra l’altro ci raccontano della scoperta di un nido di picchio e del tentativo maldestro di Andrea di riprendere in video i piccoli. Purtroppo per noi e per fortuna del picchio, il nido, molto profondo, faceva pure una curva per nascondere alla eventuale vista dei predatori la camera da letto dei piccoli uccelli. Non siamo riusciti a ricordare quante sono state le ore di meditazione dopo il lauto pasto ma sicuramente sono state sufficienti a smaltire il vino per poter tornare a casa coi cesti vuoti ma con cuore e stomaco sazi.