Di che razza sono gli appassionati dei funghi?

2013-09-07 08:50:55

Abbiamo trovato sul web un interessante articolo scritto dal Prof Ulderico Bonazzi del Gruppo Micologico e Naturalistico “R. Franchi” intitolato “UNA VOLTA TANTO NON CLASSIFICHIAMO I FUNGHI MA I RACCOGLITORI” e siccome condividiamo appieno i contenuti, abbiamo chiesto il permesso di riportarlo sul nostro sito. Molti di noi si riconosceranno nelle varie categorie di raccoglitori e studiosi dei funghi. Riflettiamoci un po’ su e cerchiamo di migliorare la nostra posizione in classifica.

In questo abbondante materiale umano possiamo quindi distinguere facilmente a “occhio nudo” almeno 7 specie di raccoglitori:

porcinari professionisti o no;
micofagi arrabbiati;
raccoglitori occasionali;
micofagi convertiti;
micologi dilettanti;
“micologi puri”;
micologi veri.
Il “porcinaro”, come lo abbiamo chiamato, raccoglie, e se ne vanta, “solo porcini”, o al massimo qualche altra specie commercialmente pregiata. Parte da casa a notte fonda per essere sul luogo alle prime luci onde precedere eventuali altri concorrenti e per non essere visto.
Silenzioso e solitario (o al massimo assieme a un intimo fidato) arraffa i frutti delle sue “vene personali” senza mai dire la verità su dove ha trovato i suoi 20-30 o se va bene anche più Kg di porcini.
Questo personaggio denuncia sempre meno di quello che ha trovato. Si dice anche che porti i suoi segreti nella tomba.
Sono da annoverare tra questi soprattutto i raccoglitori locali che difendono il loro spazio di lavoro (per molti significa una discreta entrata stagionale in paesi con scarse risorse) e per i quali sembra moralmente giustificata un po’ di gelosia e di diffidenza.
Non si possono ovviamente accettare episodi criminosi successi purtroppo anche in provincia, quando i raccoglitori non residenti hanno trovato tagliate le gomme delle loro auto!
Tra iporcinari c’è poi la sottospecie degli “hobbisti”, che pur non avendo alcun bisogno di questo “lavoro nero” fanno motivo di prestigio tra i ” personale una raccolta massiccia, “a tappeto”, che non lasci crescere nemmeno il porcino più piccolo per quelli che verranno dopo.
Sono spesso questi i rastrellatori di miceti e i bastonatori di funghi ritenuti non pregiati.
Questa sottospecie di porcinaro, contrariamente alla prima ha bisogno di dimostrare che lui è il più in gamba di tutti e a volte racconta più di quel che ha trovato.
E’ una specie dannosa, per sé, per gli altri e soprattutto per questo patrimonio comune che è la natura.
Il micofago arrabbiato così come il raccoglitore occasionale, si distingue per alcuni comportamenti tipici e inconfondibili.
Nel bosco raccoglie indiscriminatamente tutti i funghi che incontra, li stipa in capaci borsine di plastica o altro fantasioso recipiente cercando poi qualcuno che gli faccia una cernita.
Spesso incontra il suddetto “porcinaro” che glieli fa buttare via tutti e allora si possono vedere all’uscita dei sentieri mucchi di funghi buoni o no, accomunati in un inutile e antiestetico spreco.
Succede qualche volta che incontrino qualche conoscitore improvvisato che li rassicura e allora il micofago arrabbiato che vuole soprattutto mangiare ciò che ha trovato spera che gli vada bene e rischia.
E’ lui infatti il più frequente e potenziale fruitore della lavanda gastrica! Il raccoglitore occasionale quando è prudente, cerca la consulenza dei centri di controllo delle U.S.L.,, ancora troppo scarsi, oppure viene al lunedì sera presso il nostro gruppo micologico a mostrare il raccolto domenicale.
Vediamo allora questi “funghi ‘ spesso ridotti in frammenti, mancanti di parti indispensabili per l’identificazione o fermentati dentro i soliti contenitori di plastica.
Può succedere ancora che il raccoglitore occasionale dopo una o poche serate al “gruppo” pensi di aver già imparato tutto.
Arriva con qualche esemplare fungine “proprio identico” ad altri 10 Kg lasciati a casa pensando così di aver fatto controllare tutta la raccolta. Credo sia inutile soffermarsi sui danni che queste persone possono fare a se stessi e… agli amici fiduciosi.
I “micofagi convertiti” sono quelli che hanno capito che il fungo può essere un piatto delizioso come pure l’anticamera dell’ospedale, sanno dell’esistenza non soltanto delle specie ritenute pregiate ma anche di tante altre ugualmente valide e meno conosciute, hanno capito infine che occorre prudenza ma che a tutti è possibile cominciare ad imparare, studiando con serietà raccogliendo le specie già ben conosciute e sottoponendone via via di nuove a veri esperti.
E’ da questa categoria che proviene la maggior parte degli aderenti ai vari gruppi micologici.
Il “micologo dilettante”, quale anche io mi reputo, raccoglie spesso e volentieri anche funghi destinati alla cucina ma ormai considera predominante l’interesse per il fungo in sé, come affascinante oggetto di studio. Sa con certezza che pur approfondendo anno per anno le proprie acquisizioni, “ignora” ancora molto su questo prodotto della natura portatore di tanti segreti, certamente anche benefìci per l’umanità (basta pensare che la penicillina come tanti altri tarmaci ci vengano da funghi!!!).
Esiste poi qualche esemplare di cosiddetto “micologo puro” che pare cresca soprattutto ai livelli scientifici più elevati. E’ stato lui stesso mangiatore di funghi ma ora, sublimato ogni appetito, studia al microscopio e basta; guarda anzi con una certa sufficienza e vorrebbe penalizzare chi sottrae per cucinarli preziosi esemplari da vetrino.
Non ricordano che micofagi spesso lo sono stati o forse lo sono ancora; si comportano cioè come coloro che di umili natali e avendo “fatto strada” vanno a trovare i genitori di cui si vergognano a sera tardi per non essere visti.
Per fortuna ci sono anche i “micologi veri” che sanno che la scienza è a servizio dell’uomo e non studiano soltanto per allargare il loro sapere ma per condividerlo; raccolgono i funghi per studiarli in tutti i loro aspetti e proprietà, non sottovalutando neppure la scienza dell’alimentazione.
Sono quelli che non rincorrono il successo personale sottolineando gli errori degli altri ma gioiscono di ogni nuova scoperta che porta un po’ più avanti nella comprensione dei segreti della natura.

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