Microscopia

Notizie, informazioni ed immagini per coloro che si interessano dei caratteri microscopici dei funghi.

Chi è interessato allo studio dei funghi sa benissimo che si realizza in due momenti differenti: il primo momento è quello dell’osservazione dei caratteri morfologici (forma, dimensioni, colore. etc) e organolettici (sapore, odore) direttamente sul campo di ritrovamento e raccolta; il secondo momento è quello dell’indagine al microscopio dove si studieranno i caratteri anatomici.
I due tipi di osservazione sono ugualmente importanti. Perché, se è vero che alcuni funghi possono essere determinati direttamente sul campo a causa delle loro peculiari caratteristiche, è vero anche che altri funghi hanno assolutamente bisogno del microscopio per poter essere classificati. Il microscopio è indispensabile anche perché permette lo studio dei funghi  a distanza di tempo lavorando sulle specie essiccate e serve  spesso per la micotossicologia, infatti, quando bisogna diagnosticare un’intossicazione, diventa indispensabile studiare spore e basidiomi nei liquidi organici.
Questa sezione conterrà quindi notizie utili per l’uso del microscopio, per la preparazione dei vetrini dei reagenti e coloranti che servono in microscopia.

I COLORANTI IN MICROSCOPIA

Sin da quando è stato inventato il microscopio, si è subito sentita l’esigenza di colorare alcuni tipi di oggetti di osservazione perché altrimenti invisibili. I coloranti in microscopia sono stati usati per la prima volta nel XVIII secolo: lo zafferano per tingere le fibre muscolari e poco dopo il carminio per tingere preparati vegetali.

L’utilizzo della colorazione dei preparati microscopici, grazie alle esperienze ed al progredire della chimica, è diventato fondamentale per l’analisi istologica, in quanto i nuovi coloranti, che via via si sono perfezionati, sono in grado di colorare solo alcune parti del preparato, lasciandone incolori o tingendone di un altro colore, altre (coloranti metacromatici). Oggigiorno le tecniche di colorazione sono indispensabili in microscopia; la quantità dei reagenti e dei coloranti disponibili è veramente notevole e ad ogni colorante o insieme di coloranti, corrispondono protocolli con procedure di utilizzo rigidissime, che difficilmente è possibile attuare se non si dispone di un laboratorio attrezzato.

Per protocollo si intende tutto l’insieme di trattamenti e procedure da eseguire rigorosamente sul campione da osservare e per la preparazione dei reagenti. Il metodo di allestimento di un campione per l’osservazione microscopica e scientifica deve essere sempre lo stesso al fine di ottenere risultati certi, ripetibili e comparabili.

ORIGINE E NATURA DEI COLORANTI

I coloranti possono essere estratti sia dal regno animale che da quello vegetale, anche se per la maggior parte sono prodotti di sintesi.

I principali coloranti naturali sono:

1) Zafferano estratto dal fiore dello zafferano;
2) Carminio estratto dal corpo e dalle uova di una cocciniglia, la Dactylopius coccus originaria dell’America centrale, parassita di alcune cactacee, che è anche un colorante alimentare (E120, E124) e viene utilizzato nell’industria cosmetica;
3) Ematossilina, estratta dal legno della pianta Haematoxylon campechianum.

Un primo problema pratico che si trova a dover affrontare un neofita della microscopia è la reperibilità dei coloranti. Il loro costo, inoltre, è elevato e le quantità vendute sono spesso eccessive per un uso amatoriale. É bene ricordare, infatti, che per effettuare una colorazione bastano poche gocce e che i coloranti hanno una scadenza, dopo la quale diventano inutilizzabili. Per questi motivi il dott. Gianni Crocè ci presenterà in queste pagine i trucchi e i segreti per prepararci da soli i coloranti e i reagenti per la microscopia.

SOLUZIONI PER L’USO IN MICROSCOPIA

ROSSO CONGO (Colorante)

COMPOSIZIONE:

  1. Rosso Congo acquoso: 1 (2) g; acqua 99 (98) g.
  2. Rosso Congo ammoniacale concentrato: Rosso Congo 1 g; Ammonio idrossido al 25% 99 g.
  3. Rosso Congo ammoniacale diluito: Rosso Congo 3 g; acqua 98 ml; Ammonio idrossido al 25% 2 ml.
  4. Rosso Congo anionico: Rosso Congo 0,1 g; Sodio Lauril Solfato 0,2 g; acqua 40 ml.

MODALITA’ DI PREPARAZIONE:

Mescolare i reagenti nell’ordine indicato aspettando la solubilizzazione del precedente prima di aggiungere il successivo. Le soluzioni ammoniacali concentrate evaporano con una certa facilità per cui è conveniente rinnovare spesso queste formulazioni. Le formulazioni BC, e D uniscono la capacità di colorare il preparato con la capacità di rigonfiarlo per cui sono adatte allo studio di materiale di erbario (exsiccata). Per materiale fresco è invece conveniente usare la formulazione A.

E’ probabilmente il colorante maggiormente utilizzato in micologia. Dal momento che le soluzioni ammoniacali hanno tendenza ad evaporare con una certa facilità è necessario rinnovare spesso tali preparazioni. Per rendere più stabile il prodotto si utilizza il cosiddetto Rosso Congo anionico che non presenta lo svantaggio descritto per il Rosso Congo ammoniacale conservandone tuttavia i pregi.

Viene utilizzato come colorante di contrasto per evidenziare le pareti sporali, quelle  ifali (ife generative e di sostegno), cistidi, ecc..

CONSERVAZIONE:

Dura a lungo, diversi anni, se conservato ben chiuso ed al riparo dalla luce e fonti di calore. Se perde limpidità o si osservano particelle in sospensione provvedere a sostituirlo. Nessuna pericolosità per la soluzione acquosa e per quella anionica, fare attenzione perché macchia tessuti e pelle. La soluzione ammoniacale è invece da manipolare con cautela, risulta essere dannosa e caustica, anche per le esalazioni.

CARMINIO ACETICO (Reagente)

COMPOSIZIONE:

Soluzione satura in acido acetico al 50%.

MODALITA’ DI PREPARAZIONE:

In un beker da 250 cc si versano 100 ml di acido acetico al 50% (50 ml di acido acetico glaciale diluiti in 50 ml di acqua distillata) si aggiungono da 1 a 2 g  di Carminio (Rosso cocciniglia), agitando con una bacchetta di vetro e scaldando a bagno maria per 15 minuti avendo cura che il contenuto non vada in ebollizione, lasciare raffreddare e depositare, quindi  filtrare.

Viene utilizzato per evidenziare le granulazioni siderofile (carminofile) presenti nei basidi di alcuni generi , come LyophyllumCalocybeTephrocybe. Per la colorazione diretta dei nuclei di molti funghi (es. Mycena).

CONSERVAZIONE:

Si conserva a lungo, se tenuto in flaconi ben chiusi ed al riparo dalla luce. Benchè contenga acido acetico diluito, risulta un po’ caustico, inoltre macchia pelle e tessuti, manipolare quindi con precauzione.