Shinrin-Yoku (森林浴) ai tempi del Sars Cov-2

2020-06-01 16:05:09
Il titolo di oggi sembra un enigma, ma tutto vi sarà chiarito tra poche righe quando ne spiegheremo il significato. Cosa, questa, che non avviene invece per gli enigmi che ci propinano,in questi tempi di quarantena, dalla mattina alla sera, come il susseguirsi di Dpcm, Decreti Rilancio, lockdown e terapie geometriche. Capiamo perfettamente che la quarantena sia indispensabile in caso di epidemie o pandemie e siamo stati ligi nell’osservare tutte le disposizioni che ci hanno dato finora. Anche se la storia ci insegna che durante le epidemie in quarantena si pongono solo i malati e non i cittadini sani, abbiamo accettato, forse anche solo per la paura che ci iniettavano continuamente attraverso i cosiddetti mezzi di comunicazione, di restare chiusi in casa per due mesi. Adesso finalmente dal prossimo lunedì 18 maggio le quarantene finiranno ma dovremo continuare ad accettare le imposizioni che diventano geometriche. Le chiamiamo così in omaggio a quella mente o a quelle menti che le hanno inventate. Le possiamo anche chiamare con il loro vero nome: schizofrenie pseudo-scientifiche applicate al distanziamento sociale.
Ditemi voi se non è proprio così!
Incominciamo con quelli che vanno al lavoro in autobus, treno od auto (luoghi chiusi in cui è molto più facile contagiarsi) che si devono distanziare di un metro; continuiamo poi con quelli che passeggiano in strada che devono stare sempre ad un metro gli uni dagli altri ma se corrono i metri di distanziamento diventano due. La stessa distanza, due metri, dovrà esserci per le file davanti ai supermercati o agli uffici o negozi finora aperti (eppure sono fuori come quelli che passeggiano e non corrono, anzi stanno fermi). A giorni apriranno bar e ristoranti e i metri per loro diventano quattro. E infine la terapia geometrica più insopportabile: sulla spiaggia i metri di distanziamento diventano cinque. In uno dei posti più salubri, dove lo iodio e gli ioni negativi utili al rafforzamento delle difese immunitarie ci sono in abbondanza, i metri aumentano? Enigma incomprensibile!
Forse sarà meglio per noi fare un bagno nella foresta!
Da qui nasce la spiegazione del nostro titolo: Shinrin-yoku, che in lingua giapponese si scrive così 森林浴, significa proprio bagno nella foresta.
Sono stati alcuni biologi giapponesi i primi a fare la scoperta di come passeggiando, nelle foreste, nei boschi e in tutti i luoghi dove la natura e il verde dominano si possa migliorare la propria salute. Non è questo il luogo per approfondire l’argomento ma chi volesse fare degli studi troverebbe molte informazioni su internet; a noi qui interessa solo farvi sapere che il merito di questi benefici è da attribuire ai fitoncidi, monoterpeni del legno degli alberi, i quali, rilasciando questi e altri oli essenziali nell’aria per proteggersi dal marciume e dagli insetti, ci fanno un grosso favore perché questi oli, se inalati da noi, in dose sufficiente e per un periodo di tempo adeguato, inducono cambiamenti fisiologici prolungati nel corpo umano come la riduzione del cortisolo e quindi dello stress, della pressione sanguigna e soprattutto l’innalzamento del sistema immunitario.
Appena liberi quindi siamo partiti per raggiungere l’Aspromonte perché con i suoi boschi potesse ristorarci la salute e nello stesso tempo farci dono dei suoi tesori, i funghi,  che hanno caratteristiche simili a quelle degli alberi per quanto riguarda il nostro benessere vitale e caratteristiche eccelse per la nostra alimentazione.
Non sono forse l’alimentazione, il fitness e la salute le migliori armi contro la Sars Cov-2?

Eravamo solo in cinque stavolta e non potevamo salire in montagna tutti insieme, ragion per cui ci siamo organizzati con tre auto. Il bosco però ci ha riconosciuti subito nonostante ci fossimo presentati con le mascherine chirurgiche e ci ha accolto con la solita benevolenza senza lamentarsi del caldo afoso e delle raffiche che il vento di scirocco sferzava sulle foglie e sui nostri volti. Ci eravamo lasciati da parecchi mesi ma gli alberi, di sicuro, conoscevano la ragione: ci siamo abbracciati!
Così, finalmente, potevamo fare il Forest bathing passeggiando e sostando ad ammirare gli spettacoli che, ad ogni visitatore che sa osservare, il bosco presenta ad ogni passo. Ci ha fatto anche un piccolo regalo facendoci trovare il primo Boletus Aestivalis della stagione.
Felici di esserci finalmente incontrati tra di noi, abbiamo sentito il bisogno di stare ancora insieme e siamo andati al solito nostro rifugio immerso nel verde dove Gianni B. ci ospita spesso. Ci siamo scambiati le storie personali di questi mesi di quarantena finché si è fatta l’ora di provare le delizie preparate dall’altro Gianni, un maestro in cucina e non solo.
Luigi, Angelo ed io intanto oziavamo…
La pace e la serenità che si leggevano sui nostri volti ci hanno fatto passare altre ore in allegria e nessuno di noi voleva che finisse una giornata così bella. Siamo tornati in città solo dopo aver promesso a noi stessi di rifare l’esperienza entro pochi giorni.
 A questo punto non ci resta altro da fare che augurare agli amici lettori un lunghissimo e salutare Shinrin-Yoku!
森林浴

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