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apr
16
2014

AMILOIDIA (Reattivo di Melzer)

Spore di Russula peckii

 

Si indica con questo termine una reazione fra lo iodio e l’amido presente in alcune strutture fungine, l’amido assume in presenza dello iodio un colore azzurro scuro fino a nerastro.
L’amido si comporta come un’indicatore, infatti complessa lo iodio in soluzione secondo la reazione:

Il reattivo prende il nome del micologo boemo Vaclav MELZER (1878-1968) che perfezionò, nel 1924, la procedura per verificare o meno l’amiloidia di certe componenti fungine. Melzer, modificò un precedente preparato chimico [del medico francese Jean Guillaume Auguste LUGOL (1786-1851) che ne aveva suggerito l’impiego nel trattamento della tubercolosi].
Inizialmente impiegata nello studio dell’amiloidia delle spore del Genere Russula, tale reazione sarà in seguito adottata nello studio dell’amiloidia per molti altri Basidiomiceti e Ascomiceti (e non soltanto riguardo alle spore), contribuendo a migliorare la ricerca tassonomica.
La ricetta “originale” del 1924 del reattivo di Melzer è la seguente:

Soluzione madre (o soluzione iodo-iodurata):

  • KI ………………… 1,5 g;
  • I2 …………………. 0,5 g;
  • H2O dist. ………. 20 mL.

Per la preparazione della soluzione madre, occorre tener presente che lo iodio è scarsamente solubile in acqua ma solubile nelle soluzioni iodurate.
A tal proposito si scioglie per primo lo ioduro di potassio in 15 mL di acqua, si aggiunge quindi lo iodio fino a completa dissoluzione (questa operazione è piuttosto lunga), completare con la rimanente acqua distillata, agitare ancora (verificare mediante decantazione in quanto la soluzione è molto scura e non permette di vedere l’eventuale presenza di materiale indisciolto). A questo punto la soluzione madre è pronta.

Reattivo di Melzer:

  • Soluzione madre ……………………. 5 mL;
  • Cloralio idrato in cristalli …………. 5 g.

Mettere la soluzione madre e il Cloralio idrato in un flacone, agitare fino a completa dissoluzione.

Il Cloralio idrato, deriva dal Cloralio che combinandosi con l’acqua si rapprende in una massa cristallina:

 

  • Si parla di reazione amiloide positiva quando il reattivo (che di per sé ha un colore rosso-giallognolo) colora i tessuti (in particolare la parete sporale, gli aschi, ecc.) con tonalità dal grigio al grigio-blu fino al blu scuro.
  • La reazione viene definita pseudo amiloide o destrinoide, quando i tessuti si colorano di bruno-rossastro o di color tabacco fino a color porpora.
  • La reazione si definisce inamiloide o nulla quando i tessuti assumono il colore naturale del reattivo, cioè bruno-giallognolo.

A seconda delle specie l’amiloidia può coinvolgere tutta la parete della spora o solo le ornamentazioni (aculei, verruche, creste), mentre qualche volta lo sono anche altre parti del fungo (ife, trama).

Basidiomiceti:

Le spore del Sottogenere Lepidella del Genere Amanita (A. phalloides, A. verna, A. citrina, A. rubescens, A. strobiliformis, A. spissa); le spore del Genere Melanoleuca, Leucopaxillus, Lactarius, Russula, Lentinellus con ornamentazione amiloide, e, inoltre, le spore di generi poco noti quali Catathelasma, Delicatula, Panellus, Porpoloma, Strobilurus.

Si hanno spore amiloidi non solo tra le Agaricaceae, ma anche tra gli Aphyllophorales, ad esempio Aleurodiscus (Cortciaceae), Hericium (Hericiaceae), Bondarzewia (Bondarzewiaceae).
Le ife alla base del gambo di Chroogomphus reagiscono in nero-blu; sono inoltre amiloidi le ife della pellicola pileica di certi Boletus e la trama di alcuni Albatrellus.

Ascomiceti:
Nella famiglia delle Pezizaceae (Discomiceti) è importante, per la delimitazione del genere, osservare se l’apice dell’asco si colora o meno in blu.
Diviene blu nei generi Peziza, Pachyella (l’asco diviene blu interamente e non solo l’apice), Plicaria, Sarchosphaera, Otidea, Tarzetta non danno questa reazione.
Ciò vale anche nella famiglia delle Ascobolaceae: divengono blu gli aschi di Boudiera, Iodophanus, Thecotheus, Ascobolus e Saccobolus. Non così in Pyronema, Coprotus, Ascodemis e Fimaria. Anche negli inopercolati l’amilodia dell’apice dell’asco ha importanza. In questo caso però non si usa più l’espressione amiloide o inamilaoide ma si definiscono pori iodopositivi (J+) e iodonegativi (J–).
Ma la reazione non serve solo per la tassonomia, anche in tossicologia questa appare particolarmente importante, le specie di Amanita mortali hanno spore amiloidi e l’individuarle nei succhi gastrici o negli avanzi del pasto può significare salvare la vita ad una persona, in quanto si può intervenire tempestivamente con i trattamenti terapeutici del caso.
Come è già stato detto, per reazione pseudoamiloide o destrinoide si intende la reazione bruna, rosso bruna fino a porpora, delle spore, ife, ecc. con il reattivo di Melzer.
Così per esempio le spore incolori, bianche in massa, di specie di Macrolepiota, Leucoagaricus, Lepiota, Chaetocalathus, Leucocoprinus, ecc., si colorano col Melzer in rosso-bruno cupo e così pure quelle di Hygrophoropsis aurantiaca. Qualche volta anche altre parti del fungo danno questa reazione, per esempio ife (Pseudobaeospora, Hydropus), metuloidi (Geopetalum), trama di diverse Mycena, Marasmius, ecc., peli di Discomiceti e di Basidiomiceti.

Note:
Se si lavora su materiale secco far rinvenire il reperto in ammoniaca o altro reidratante, non usare KOH per il rigonfiamento dei tessuti che devono essere poi trattati con il Melzer, i risultati potrebbero essere notevolmente alterati.
Il reagente di Melzer si conserva per un periodo variabile dai 6 mesi a 1 anno e più a condizione che sia conservato ben chiuso, al riparo da aria e luce. CHARBONELL (2004) suggerisce di conservare la soluzione madre che ha una durata più lunga, oltre 10 anni, e separatamente i cristalli di Cloralio idrato, e preparare piccole dosi del reattivo di Melzer.

Esempi di spore amiloidi:

  • Albatrellus
  • Amanita (parte)
  • Armillaria Lactarius
  • Lentinellus
  • Melanoleuca
  • Mycena (parte)
  • Panellus
  • Russula
  • Xeromphalina

Esempi di ife amiloidi:

  • Albatrellus confluens
  • Boletus (alcuni)
  • Chroogomphus
  • Rozites caperatus

Esempi di spore destrinoidi o pseudoamiloidi:

  • Collybia (parte)
  • Galerina
  • Lepiota
  • Lepista
  • Leucocoprinus
  • Limacella (parte)
  • Macrolepiota
  • Pseudobaespora

Esempi di ife pseudoamiloidi:

  • Hydropus
  • Marasmius (trama)
  • Mycena (trama)
  • Pseudobaespora

Come procedere per l’osservazione:
Con il reattivo di Melzer: poniamo dei piccoli frammenti o fettine sul vetrino, mettiamo a fianco una goccia del reagente di Melzer facendola scivolare con un ago sulle fettine; attendere 1-2 minuti, coprire con il coprioggeto, asciugare l’eccedenza ed osservare.
Con la soluzione madre: poniamo dei piccoli frammenti o fettine sul vetrino, mettiamo a fianco una goccia di soluzione madre facendola scivolare con un ago sulle fettine, uniamo pochi cristalli di Cloralio idrato, mescoliamo con un ago affinché il Cloralio idrato si sciolga, attendere 1-2 minuti, coprire con il copri oggetto, asciugare l’eccedenza ed osservare.

Riferimenti bibliografici:
1. Alessandro Francolini “Enciclopedia Micologica” A.M.I.N.T..
2. M. T. Basso “Manuale di Microscopia dei Funghi”, Libreria Mykoflora, Alassio, p. 63-65.
3. S. Ruini, M. Mariotto, G. Marasca, G. Visentin, G. Michilin “Schede Tecniche di Microscopia
    Micologica”, Centro Studi Micologici – Associazione Micologica Bresadola. 

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