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set
02
2013

Le macroreazioni nel Genere Lactarius

Lactarius pergamenus

Nello studio dei funghi superiori, sono dette “macroreazioni” quelle che possono essere osservate a occhio nudo, consistono in modifiche cromatiche delle diverse parti di un fungo (cuticola, carne, lamelle), o il lattice prodotto dai Lactarius quando vengono a contatto con alcune gocce di una sostanza che funge da reattivo. Alcune reazioni possono ritenersi banali in quanto presenti in un numero elevato di specie e quindi non significative, altre invece importanti e significative in quanto specifiche di poche specie o per lo meno di un gruppo di specie molto vicine tra loro. Per fare alcuni esempi possiamo prendere in considerazione due Lactarius molto simili tra loro come L. vellereus e il L. bertillonii, il primo ha il lattice che a contatto con una striscetta di cartina al tornasole colora la stessa di blu violetto (lattice con spiccate proprietà basiche), il secondo invece provoca una colorazione rossa (lattice con caratteristiche acide); di questi casi potremmo citarne altri e con reagenti diversi come Lactarius piperatus e Lactarius pergamenus, la cui carne a contatto con Sulfoformolo presenta reazione nulla nel primo, mentre assume una colorazione blu cobalto nel secondo, in meno di un minuto. In tutti questi esempi si tratta di specie simili tra loro che ad un occhio meno esperto potrebbero sembrare uguali. Per osservare la reazione è sufficiente versare una o due gocce di reattivo sulla carne o sul lattice di una specie e notare la colorazione che assume ed i tempi in cui questa si manifesta. E’ consigliabile, per un corretto uso di tali reagenti, la preparazione estemporanea o, almeno, all’inizio della stagione micologica e comunque verificare che non abbiano subito qualche alterazione, come una eccessiva evaporazione, un colore diverso da quello della soluzione di partenza e la presenza di corpi estranei o precipitati solidi.

Prima di affrontare questo argomento è opportuno sapere cosa s’intende per concentrazione di una soluzione ed i modi più frequentemente usati per esprimerla. La concentrazione di una soluzione è la quantità di soluto (massa o volume) presente in una precisa quantità di solvente (quasi sempre acqua distillata) o di soluzione.

Alcune unità fisiche di misura della concentrazione:

Per preparare una soluzione ad una determinata concentrazione si opera in modo diverso a seconda che si parta da una sostanza solida più o meno pura (preparazione per pesata) oppure da una soluzione (preparazione per diluizione). Nella preparazione per pesata, il soluto viene pesato e sciolto nella minima quantità di solvente, indi viene trasferito in un contenitore (generalmente un matraccio) e viene portato al volume desiderato. Nella preparazione per diluizione, si preleva un determinato volume di soluzione concentrata e la si aggiunge alla quantità di solvente.

Di seguito vengono riportati alcuni esempi:

1) Idrossido di potassio (KOH) al 30%

Si debbano preparare 46 g di una soluzione di potassa al 30% in peso (cioè m/m), disponendo di KOH solida all’85% (cioè non completamente pura).

Basta applicare la seguente formula:
(a • x) + (b • y) = (a + b)z
dove:
a = g di KOH solida;
x = concentrazione KOH solida; 
b = g di solvente (acqua distillata);
y = concentrazione del solvente (per H2O = 0);
z = concentrazione KOH desiderata.

(a • 85) + (b • 0) = 46 • 30;
85a = 1380; a = 16 g di KOH all’85%
b = 46 – 30 = 30 g (cioè 30 mL) di H2O distillata.

Per chi è abituato all’uso delle proporzioni:
30 : 100 = x :46;
x = 13,8 g di KOH qualora fosse pura al 100%;
disponendo di potassa all’85% avremo bisogno di:
13,8:85=y:100; y=16gdiKOHall’85%.

Preparazione: in un vetrino da orologio si pesano esattamente 16 g di KOH solida (per prelevare la potassa usare una spatola). In un beker da 50 cc si versano 30 mL di H2O dist., quindi i 16 g di KOH precedentemente pesati; si agita con una bacchettina di vetro sino a completa dissoluzione prestando la massima attenzione in quanto la reazione è esotermica (sviluppa calore).

2) Idrossido di sodio (NaOH) al 30%
Quanti g di NaOH solida al 97% (m/m) sono necessari per preparare 26 g di una soluzione di NaOH al 30% (m/m)?
(a • x) + (b • y) = (a + b)z
a = g di NaOH solida;
x = concentrazione NaOH solida iniziale;
b = g di solvente (acqua distillata);
y = concentrazione del solvente (per H2O = 0);
z = concentrazione NaOH desiderata.

(a • 97) + (b • 0) = 26 • 30;
97a = 780;
a = 8 g di NaOH al 97%
b = 26 – 8 = 18 g (cioè mL) di H2O distillata

Ricorrendo alle proporzioni avremo:
30 : 100 = x : 26
x = 7,8 g di NaOH qualora fosse pura al 100%;
disponendo di soda al 97% avremo bisogno di:
26 : 97 = y : 30;
y = 8 g di NaOH al 97%.

Preparazione:
In pratica si pesano 8 g di NaOH al 97% e si solubilizzano in 18 mL di H2O distillata.

3) Idrossido di ammonio (NH4OH) al 5%

Determinare quanti mL di NH4OH al 25% (d = 0,910 g/L) sono necessari per preparare 28 g di soluzione ammoniacale al 5% (m/m). 

(a • x) + (b • y) = (a + b)z

a = g di NH4OH liquida;
x = concentrazione NH4OH liquida iniziale;
b = g di solvente (acqua distillata);
y = concentrazione del solvente (per H2O = 0);
z = concentrazione NH4OH desiderata.

(a • 25) + (b • 0) = 28 • 5;

25a = 140;
a = 5,6 g di NH4OH al 25%
b = 28 – 5,6 = 22,4 g (cioè mL) di H2O distillata

Conoscendo i grammi e la densità della soluzione ammoniacale, possiamo risalire ai mL di NH4OH:

dslz = gslz/Vslz *
Vslz=gslz/dslz=5,6/0,910 ≅6mLdiNH4OHal25%.

In pratica si prelevano 6 mL della soluzione ammoniacale concentrata e si versano, mescolando con una bacchetta di vetro, in 22,4 mL di H2O distillata.
*
dslz = densità della soluzione ammoniacale;
gslz = grammi soluzione ammoniacale;
Vslz = volume soluzione ammoniacale.

L’impiego di questi reattivi è molto semplice: basta mettere poche gocce di queste soluzioni sulla parte dello sporoforo interessata alla reazione e osservare la colorazione ottenuta valutando il tempo necessario affinché la stessa compaia. Da quando tale pratica è entrata nell’uso abituale dei micologi i reagenti chimici provati ed utilizzati sono stati numerosi, alcuni dei quali determinanti, altri un po’ meno. I reattivi possono comunque essere suddivisi in due gruppi, quelli inorganici e quelli organici: i primi danno risultati più immediati, i secondi risultati più lenti; qui di seguito ci limiteremo ad elencare quelli che riteniamo più significativi per il Genere Lactarius. Idrossido di potassio (KOH) o di sodio (NaOH) in soluzione acquosa al 30% (m/m). Queste basi possono dare delle reazioni piuttosto significative per la determinazione di alcune specie: una goccia di lattice, meglio se isolata su di un vetrino portaoggetti, di L. pergamenus a contatto con una goccia di potassa assume una colorazione giallo oro vivace immediata permettendo così di distinguerlo da L. vellereus in cui tale reazione risulta negativa. Altre specie che assumono la stessa colorazione sono: L. bertillonii, L. glaucescens e L. vietus.

Lactarius piperatus

Il lattice di Lactarius piperatus non presenta alcuna reazione con le basi forti, essendo L. piperatus e L. pergamenus molto simili tra loro, la reazione positiva o negativa ad una soluzione di KOH ci consente una determinazione quasi certa.
Sulfoformolo: soluzione acquosa di formaldeide (HCHO) al 40% in una uguale parte di acido solforico (H2SO4) al 71%. Una reazione molto importante è quella che possiamo osservare in L. pergamenus che colora la carne in blu cobalto a differenza della reazione nulla che troviamo nel simile L. piperatus.
Solfato ferroso (FeSO4): soluzione acquosa al 10% (m/m). La reazione comune è quasi nulla o tendente al rosa; significativa è quella in L. volemus ed in L. controversus, dove la carne assume immediatamente una colorazione verde.
Tintura di Guaiaco: 1 parte di cristalli di resina di Guaiaco sciolti in 5 parti etanolo (C2H5OH) al 60-70%. La resina viene aggiunta all’alcool poco per volta e sotto costante agitazione, meglio mescolare a lungo in quanto la resina tende a formare grumi gommosi difficilmente solubili; alla fine filtrare gli eventuali residui indisciolti. Tale reagente colora con una certa rapidità in verde azzurro la carne delle specie appartenenti alle sezioni Lactifluus, Plinthogali, Albati,  Tricholomoidei e L. rufus. In diverse specie la reazione si manifesta piuttosto lentamente (4-13 minuti) passando però dalle colorazioni intermedie sul rosa-bruno per arrivare alla fine ad un grigio-verde, caso tipico è il L. plumbeus.
Guaiacolo: (CH3OC6H4OH), resina di Guaiaco in H20 distillata. La maggior parte delle specie hanno una reazione grigio-lilla dopo circa 30 minuti; significativa risulta la reazione di L. mitissumus, L. ichoratus e L. rubrocinctus, la cui carne, entro 30 minuti assume una colorazione giallo-ocra. Le sezioni Lactifluus, Plinthogali, Albati, Tricholomoidei, prendono una colorazione rossa- vinosa scura, passando però da una colorazione rosa-arancio.
Fenolo (C6H5OH): soluzione acquosa al 2-3% (tale soluzione deve essere protetta dalla luce). Come nel Genere Russula anche nel Genere Lactarius, nella maggior parte dei casi, questa soluzione determina una colorazione della carne in bruno cioccolato. Di una certa importanza è la colorazione molto lenta che alla fine diviene grigio-lilla riscontrabile in L. controversus, L. pallidus e L. musteus.

Riferimenti bibliografici:

• Andrea Brunori “abc dei funghi”. • F. Foiera, E. Lazzarini, M. Snabl, O. Tani; “Funghi Lattari”; EDAGRICOLE. • R. Galli “Le Amanite”; Edizioni dalla Natura.

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