Micotossicologia: sindrome di Szechwan

Questa sindrome tossica, caratterizzata da emorragie e porpore emorragiche, si è sviluppata negli Stati Uniti tra il 1970 e il 1980 in seguito al consumo ripetuto di alcuni piatti tipici della cucina cinese.
Ingestioni spropositate di una di queste pietanze, il mio po tofu, a base di fagioli, latte cagliato e Auricularia polytricha (= Hirneola polytricha), comportava l’insorgenza di un quadro clinico caratterizzato da fenomeni emorragici più o meno gravi, quali: epistassi, menorragia, sanguinamenti gengivali e porpore emorragiche in soggetti che abitualmente consumavano questo fungo.
Pur essendo stata descritta per la prima volta nel 1980 da un ematologo del Minnesota (USA), tale Dott. Hammerschmidt, questa sindrome non compare nei testi classici di micotossicologia (eccezion fatta per il libro di D. Benjiamin del 1995) per cui risulta pressoché sconosciuta alla gran parte dei micologi e alla quasi totalità dei medici.
Si deve all’ematologo statunitense, l’aver correlato questo nuovo micetismo con l’ingestione di alcune specie del Genere Auricularia, tra le quali anche Auricularia auricula-judae e Auricularia porphyrea, entità fungine ampiamente coltivate e consumate nella provincia cinese dello Szechwan.
Il Dott. Hammerschmidt, aveva notato tra i suoi pazienti un numero troppo elevato di misteriose emorragie e/o porpore emorragiche. La ricerca eziologica aveva infatti escluso quelle rare affezioni dovute a difetti genetici e quelle provocate da farmaci ad attività antiaggregante piastrinica, quali: Warfarin, Aspirina, FANS, ecc.. Finì col constatare che parecchi dei suoi clienti erano abituali e fanatici consumatori di una “discutibile” preparazione cinese acquistabile anche nei supermercati, il mio po tofu appunto, a base dei funghi incriminati.
Tutte queste specie, se consumate troppo di frequente ed in quantità eccessive, o, peggio ancora, se abbinate ad aromi tipici della cucina cinese, quali lo zenzero, o ad antiaggreganti piastrinici, possono provocare alterazioni dei processi coagulativi.
I sintomi compaiono dopo circa 6 ore dal pasto e sono rappresentati, come già detto da: epistassi e/o sanguinamento cutaneo, oltre la norma per traumi superficiali; gli esami di laboratorio evidenziano un’aumentata resistenza all’aggregazione piastrinica.
Questi funghi, pertanto, non devono essere consumati prima di interventi chirurgici e in pazienti con difetti coagulativi.
La terapia è sintomatica e prevede l’impiego di vitamina K (Konakion® 10 mg/mL sol. orale e iniettabile); la prognosi, e solitamente fausta. Per il medico, questa sindrome deve essere tenuta in considerazione per la diagnosi differenziale con altre porpore emorragiche.

Riferimenti bibliografici:
• Claudio Angelini “Le intossicazioni da funghi”, AMINT.

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