Micotossicologia: sindrome rabdomiolitica

Tricholoma equestre

 

Si tratta di una sindrome di recentissima acquisizione studiata in Francia per una serie di avvelenamenti avvenuti dal 1992 al 2000.
Tutto ebbe inizio il 13 settembre 2001 con una pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica “The New England Journal of Medicine” per mano di un gruppo di ricercatori dell’Università di Bordeaux (Francia).
In questo lavoro veniva documentata l’insorgenza di una grave rabdomiolisi* in 12 persone, 5 uomini e 7 donne, di età compresa tra i 22 e i 60 anni, 3 delle quali decedute, che avevano in comune il fatto di aver consumato il Tricholoma equestre in almeno 3 pasti ravvicinati.
Gli esemplari sotto accusa erano stati raccolti sul terreno sabbioso nelle pinete della costa Atlantica del sud-ovest della Francia e i 12 casi non erano in contemporanea, ma datati dal 1992 al 2000 (Cherubini, 2002).
Dal punto di vista sintomatologico tutti i pazienti svilupparono astenia, affaticamento muscolare e mialgia prossimale 24-72 ore dopo l’ingestione di un fungo giallo chiamato Tricholoma equestre (Bedry R., Baudrimont I., Deffieux G. et al. Wilde mushroom intoxication as a cause of rhabdomyolysis. N Eng J Med 2001; 345: 798-02). Nei quattro giorni successivi presentarono tutti un peggioramento dell’astenia muscolare, specialmente a livello dei muscoli quadricipiti, eritema facciale, nausea senza vomito, diaforesi senza febbre e danno renale con urine ipercromiche (mioglobinuria). Inoltre erano presenti i segni di una grave rabdomiolisi, con un valore medio di picco massimo degli enzimi muscolari (CK) di oltre 22000 U/L nelle donne e 34000 U/L negli uomini. L’elettromiografia confermava la presenza del danno muscolare, senza evidenziare concomitanti alterazioni dei nervi periferici.
3 pazienti morirono in rianimazione dopo aver sviluppato una forma di miocardite acuta con ipertermia (fino a 42 °C) e dispnea.
L’esame istologico (dopo autopsia) dimostrò una necrosi dei muscoli striati del diaframma e del miocardio, lesioni renali e nessuna lesione epatica.
Gli altri 9 pazienti presentarono una normalizzazione dei valori di CK sieriche in 2 settimane, ma continuarono ad accusare astenia per diverse settimane ancora.
Nel 2002 sono stati segnalati 2 casi in Polonia (madre e figlio) conseguenti a 9 pasti consecutivi di Tricholoma equestre, dichiarati fuori pericolo dopo ben 23 giorni di ricovero (Brunelli, 2006).
A Taiwan, nel 2001, sono stati riportati casi di rabdomiolisi per ingestione di funghi appartenenti alla specie Russula subnigricans.

Russula subnigricans

In Italia non sono mai stati registrati casi analoghi, ma a seguito dell’accaduto, il 20 agosto 2002, il Ministero della Salute ha disposto, con Decreto Ministeriale, il divieto di raccolta, distribuzione e vendita di questa specie (Tofani, 2003).
La tossina responsabile dell’intossicazione è ancora sconosciuta. Nessuno dei principi attivi isolati dal fungo ha riprodotto da solo, il quadro clinico dell’avvelenamento negli animali da esperimento. L’estratto intero determina invece delle alterazioni degenerative e necrotiche a carico delle fibre muscolari striate, comprese quelle cardiache.
In base ad una ipotesi degli Autori dell’articolo, “potrebbe essere una suscettibilità muscolare di origine genetica, smascherata da una sostanza tossica contenuta nel Tricholoma equestre quando la quantità ingerita superata certi limiti, ad originare la miopatia”.
Pur trattandosi di un’evenienza piuttosto rara, è bene che il medico tenga presente che nell’eziologia di una rabdomiolisi (ad esempio: gravi traumi in persone schiacciate sotto le macerie e per molto tempo come avviene nei terremoti, per malattie immunitarie, nel corso di particolari infezioni batteriche e virali, da combinazione con alcuni farmaci ipocolesterolemizzanti, come le “statine”) anche una responsabilità fungina è da tenere in debito conto nella diagnosi differenziale. La terapia è basata sul sostegno delle funzioni vitali e sul reintegro delle perdite idroelettrolitiche; non esiste alcun antidoto. La diuresi forzata alcalina e le metodiche invasive di depurazione (emofiltrazione, emodialisi) sono finalizzate ad accelerare la rimozione della mioglobina e sostenere la funzione renale (Chodorowski Z., Waldman W., Sein Anand J. Acute poisoning with Tricholoma equestre. Przegl Lek 2002; 59: 3867).
Qualunque soggetto che manifesti stanchezza e debolezza muscolare dopo aver consumato funghi gialli negli ultimi giorni, deve essere ricoverato per il monitoraggio degli enzimi muscolari.

*La rabdomiolisi è una grave evenienza clinica dovuta a distruzione o a lesioni a carico delle fibre muscolari striate (lesioni con rottura del sarcolemma e successiva fuoriuscita di enzimi, mioglobina ed altre sostanze).

Riferimenti bibliografici:

  • Marco Della Maggiora “Gli avvelenamenti da funghi”, MicoPonte 1 – 2007: 24-40.
  • P.M. Soave, A Barelli, F. Cavaliere “Intossicazioni da funghi”, ANESTESIA FORUM 2009; 2: 109-123.
  • Claudio Angelini “Le intossicazioni da funghi”, AMINT.

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