nov
11
2018

Lo strano mondo dei funghi

 Stemonitis fusca

Abbiamo visto nel precedente articolo il mondo magico dei funghi e le acrobazie che riescono a fare i carpofori per riprodursi. Oggi vogliamo invece presentarvi le foto di funghi davvero strani che forse non avete mai visto, nemmeno sui libri. Il primo fungo si chiama Stemonitis fusca ed è presente in alcune zone anche in Italia. In Italia, la Stemonitis fusca, presenta poche stazioni di crescita, tra i rami secchi di quercia, formando colonie diffuse, irregolari. La Stemonitis fusca, lontano dalla luce solare, assumerà una colorazione bruno-nerastra.

Stemonitis fusca che ha preso luce

Il secondo  è il Rhodotus palmatus, un fungo raro difficile da trovare in Italia, però inconfondibile per il suo colore rosa albicocca. Definito come non commestibile ma meraviglioso da guardare da vicino. Fortunato colui che riesce a vederne uno.

Rhodotus palmatus

Il terzo fungo, Hydnellum peckii,  sembra un gelato alla fragola ricoperto da gocce di cioccolato. I pigmenti colorati prodotti da questo fungo sono usati per tingere i tessuti. Contengono una sostanza chimica chiamata atromentina che presenta proprietà anticoagulanti efficaci come l’eparina. L’Atromentina ha anche utili proprietà antibatteriche. Alcune persone pensano che questo fungo non sia commestibile, ma in realtà è commestibile. Spesso non viene mangiato perché ha un sapore amaro.

Hydnellum peckii

nov
02
2018

Il regno magico dei funghi

Marasmius haematocephalus (Fotografia di Steve Axford)

Il regno dei funghi è un regno magico!
Innanzitutto perché è un regno a sé stante, i funghi infatti non sono organismi vegetali e nemmeno animali ma stanno in mezzo perché hanno caratteristiche di tutti e due gli altri regni.
E poi i funghi sono magici perché invisibili. Stanno infatti sotto terra e solo ogni tanto ci fanno vedere i loro frutti, i carpofori. noi pensiamo che sono proprio questi i funghi ma non è così: i funghi veri sono grandissimi e stanno sotto terra ed, a volte, occupano superfici inimmaginabili in alcuni casi superiori a 10 campi di calcio.
I funghi sono magici anche perché ce lo raccontano le favole: da Fedro a Tolstoj sono tanti gli scrittori che ci hanno deliziato con racconti sui funghi e spesso nelle favole i funghi sono magici:
Non vogliamo qui parlare delle magie che i funghi riescono a fare con le nostre menti ma la storia dei Maya, degli Aztechi e perfino degli egiziani ci raccontano le meraviglie e le visioni che riuscivano ad avere attraverso l’uso di determinati funghi. Già nel 9000 ac ci sono segni nelle caverne lasciati dalle tribù del Nord Africa che mostrano persone che prendono i funghi.

Ci sono anche statue e altre opere d’arte che raffigurano funghi magici in molte culture tra cui i Maya e gli Aztechi! Noi piuttosto vorremmo farvi conoscere alcune “magie normali” di cui sono capaci questi esseri davvero strani cominciando a raccontarvi dei funghi bioluminescenti. Ad oggi sono circa 75 specie che riescono a produrre luce e brillano nell’oscurità come potete notare nella foto qui sotto.

Un’altra magia che riescono a fare i funghi è quella di produrre vitamina D:infatti i funghi sono un superalimento estremamente sottovalutato. In effetti, sono l’unico alimento nella sezione dei prodotti che produce vitamina D! Quasi tutte le specie di funghi commestibili, quando esposte alla luce del sole, generano la vitamina D. Alcuni funghi creano tanta vitamina D quanta si trova nei supplementi che i medici ci consigliano di assumere.
Un’altra magia è quella che permette ai funghi di creare il vento: se i funghi dovessero semplicemente far cadere le loro spore, come un albero fa con le sue foglie, le probabilità che i funghi si potessero riprodurre sarebbero ridotte a zero. Si scopre invece che i funghi creano un flusso d’aria intorno facendo evaporare rapidamente l’acqua, creando così un veicolo per diffondere le loro spore un pò più lontano e così cresce la possibilità di riproduzione.

Infatti quando è il momento di espellere le loro spore, i funghi rilasciano vapore acqueo. L’acqua evapora, raffreddando l’aria che circonda il fungo. Quest’aria più fredda è più densa dell’aria calda e quindi fuoriesce e si allontana dal fungo, creando l’ascensore. Questo sollevatore può trasportare spore fino a 4 pollici (10 cm) sia orizzontalmente che verticalmente.

Non solo i funghi possono generare il loro stesso vento, ma un fungo, Pilobolus crystallinus, accelera più velocemente di un proiettile veloce, e più veloce di qualsiasi altro organismo sul pianeta. Il Pilobilus crystallinus infatti getta le sue spore insieme al cappello alla velocità di circa 25 metri al secondo, mentre l’accelerazione raggiunge 1,7 milioni di m/s2. Per fare un confronto, il razzo Saturn V fatto dall’uomo che ha lanciato la missione Apollo 8 nello spazio non ha mai raggiunto un’accelerazione superiore a 40 m/s2. Per vedre il filmato che dimostra ciò andate a questo link.
Ci sarebbero molte altre magie da raccontare ma lo faremo in un altro momento ed intanto vi lasciamo con le fotografie di uno dei più grandi fotografi di funghi, Steve Axford autore della foto in testa all’articolo e di altre meravigliose fotografie che potrete gustare a questo link: https://steveaxford.smugmug.com/Fungi

ott
13
2018

CORSO ECM: MICOTERAPIA EMOZIONALE APPLICATA ALLA SINDROME METABOLICA

La ECMED ci comunica che il 27 di ottobre a Monopoli in provincia di Bari si terrà un corso di micoterapia per Medici, Biologi, Farmacisti, Dietisti e Chimici, corso che darà la possibilità di guadagnare 10,4 crediti ECM.
Noi volentieri divulghiamo la notizia rimandando sul sito di ECMED chiunque fosse interessato ad iscriversi al corso per un costo davvero irrisorio. (50 euro comprensivi di 10,4 ECM, Attestato di partecipazione, materiale didattico, Pranzo e Coffee break INCLUSO

ott
08
2018

Hydnum repandum e Hydnum rufescens

È davvero facile in questi giorni sulle nostre montagne trovare due funghi che sono considerati ottimi ma che i nostri cercatori snobbano. Al nord ne vanno matti e li chiamano Steccherini o Spinaroli, li cucinano in vari modi ma ne diventano ghiotti se li conservano prima sott’olio. Si tratta degli Hydum repandum e degli Hydnum rufescens, due “fratelli” che si somigliano davvero molto.

Organoletticamente si possono considerare identici mentre morfologicamente si differenziano per l’imenoforo con gli aculei decorrenti sul gambo nel caso del repandum e adnate nel caso del rufescens. Anche il colore  del rufescens è più carico e tendente al rossiccio. Tutti e due i funghi sono molto fragili e forse è questo il motivo per cui, dalle nostre parti, vengono difficilmente raccolti anche dalle persone che ne conoscono la commestibilità.

Vale la pena però provarli sott’olio e sono sicuro che tanti cambieranno opinione.
Vi aggiungo qui una semplice ricetta, da me provata, che vi permetterà di usare questi funghi come sugo per la pasta o come accompagnamento ad una spianata di polenta.

Mettete in padella uno scalogno tagliato fine con del burro e fate rosolare. Intanto tenete gli steccherini tagliati in ammollo nel latte. Scolate i funghi e aggiungeteli allo scalogno senza però buttare via il latte che aggiungerete piano piano in padella fino a formare una crema. Buon appetito!

ott
06
2018

La magia dei funghi

In questi giorni cercherò di parteciparvi la mia gioia nello scoprire sempre cose meravigliose sul mondo dei funghi. I funghi sono una delle cose commestibili più affascinanti del pianeta. È un’affermazione audace, ma quanti organismi conosciamo che non sono né vegetali né animali? Ma i funghi non sono solo commestibili, le loro qualità e proprietà si affermano in molti settori della natura e sia la storia che l’attualità ci dicono che sono perfetti per l’uomo del futuro.
Nell’attesa delle curiosità e storie sui funghi godetevi questo estratto del documentario sui funghi Fantastic Fungi. Infatti dal mago del timelapse Louie Schwartzberg arriva un affascinante documentario sui funghi che cambierà per sempre il modo in cui guardiamo i funghi. Questo estratto dal film presenta il micologo Paul Stamets che parla dell’ecologia dei funghi e il loro ruolo “nella sopravvivenza e salute della terra e delle specie umane”.

ott
04
2018

Hericium erinaceus, commestibile o sospetto? Sicuramente è un fungo usato in medicina

Durante l’ultima Mostra Micologica del GMR di Reggio Calabria, tenutasi presso il centro commerciale Le Ninfee ho notato un fungo  molto raro, l’Hericium erinaceus, ritrovato in Aspromonte da un socio del gruppo, Salvatore Cosoleto.
È obiettivamente un fungo molto raro, mai incontrato nella mia lunga stagione di appassionato della montagna. Ne conoscevo invece le proprietà medicinali e il nome giapponese Yamabushitake.
Voglio cogliere l’occasione, sapendo che si trova anche dalle nostre parti, di parlarvene e di scoprire le sue proprietà organolettiche e medicinali. L’hericium infatti è considerato da alcuni una prelibatezza, anche se un po’ coriaceo e nelle descrizioni su vari testi di funghi viene dato per commestibile, mentre su altri è indicato come fungo non commestibile o sospetto.
E un fungo parassita che cresce in genere su alberi di quercia ancora vivi, oppure su faggio, noce, platani ed altre latifoglie  e prospera spesso sugli alberi anche a 3-4 metri di altezza. Puo pesare anche due kg e raggiungere la dimensione di 30cm. È ricco di amminoacidi essenziali e contiene inoltre Zinco, Ferro, Potassio ed anche Selenio, Fosforo e Germanio. Vi si trovano in abbondanza i ß-glucani  con effetto antitumorale: I cinesi infatti lo usano da sempre per i problemi gastrici e per prevenire eventuali neoplasie del tratto gastrointestinale. Il fungo è anche un un tonico nervoso per la presenza dell’Herinacina H e parecchi studi hanno dimostrato i suoi provati effetti su ansia, stress e deficit di memoria. Risultati incoraggianti si sono avuti anche nel trattamento della sclerosi multipla e del morbo di Alzheimer.
Non è questo il posto dove fare analisi approfondite delle proprietà di questo bellissimo fungo per cui vi rimando alla lettura di un libro di Micoterapia scritto da Ivo Bianchi dove troverete anche gli altri funghi medicinali ma non vi lascio senza darvi la possibilità di leggerne ancora su queste pagine con un regalo di un PDF di uno studio presentato a Catania sull’uso dell’Hericium erinaceus e del Coriolus versicolor per inibire la progressione del morbo di Alzheimer.
Intanto quando andiamo in montagna a cercar funghi non guardiamo solo in basso, ogni tanto alziamo lo sguardo e potremo essere orgogliosi di aver trovato un fungo molto raro.

ott
01
2018

Mostra micologica a Reggio Calabria: una gioia per tutti i sensi

Organizzata dal Gruppo Micologico Reggino si è svolta a Reggio Calabria, nei locali antistanti il centro commerciale le Ninfee, la IV Mostra del fungo d’Aspromonte.
Una gioia per tutti i sensi. Innanzitutto per la vista perché vedere insieme circa 200 specie di funghi è un piacere per gli appassionati ma anche per la gente comune, sempre curiosa e interessata di fronte ad uno spettacolo del genere. E poi gli odori che si diffondono nell’aria e ci raggiungono ci fanno sognare piatti gustosi e ricette sempre più ricercate. Si sente quasi il sapore in bocca quando ci si avvicina alle specie più profumate.

E poi avere la possibilità di toccare con mano alcune specie mangerecce che si incontrano nel bosco e non averle raccolte mai perché non conosciute; oppure prendere in mano un fungo difficile da trovare ma sempre desiderato, sono piaceri che fanno bene alla gente.

Una mostra di funghi non serve solo alla gioia dei sensi ma ha altri scopi di cui abbiamo chiesto al presidente del Gruppo Micologico Reggino, Mimmo Porcino, che così ci ha risposto:”Le mostre servono innanzitutto per acculturare la gente comune sul ruolo dei funghi nell’ecosistema e la loro importanza per la decomposizione delle spoglie di esseri organici e la loro trasformazione in nutrimento per la terra. Anche gli stessi funghi parassiti hanno la funzione di selezione naturale perché attaccano solo alberi gracili o malati. E poi le mostre servono anche a diffondere la cultura del rispetto del bosco e della natura in generale”.
Organizzare una mostra non è una cosa che si faccia senza dispendio di energie. Innanzitutto ci voglio i volontari disposti a girare le montagne per trovare i funghi non pensando alla raccolta personale ma alla buona riuscita della mostra ed in seguito i micologi del gruppo si riuniscono per determinare le specie.

I micologi al lavoro per la determinazione, in primo piano Gianni Crocè e Gianni Battaglia

Intanto quello che possiamo definire l’architetto del Gruppo, allestisce la mostra aiutato dagli altri soci presenti ed infine con l’aiuto, spesso indispensabile, delle mogli dei soci si dispongono in bella mostra i funghi sui tavoli.

Il Segretario del Gruppo Gianni Battaglia insieme all’Architetto della mostra Nino Pratticò

La cosa che dà più soddisfazione però è sempre la partecipazione della gente, numerosa e interessata, sempre pronta a fare domande e attentissima alle risposte sempre puntuali e precise dei micologi che passano ore ed ore a dare spiegazioni e consigli.

Il Dottor Crocè e il Presidente del GMR rispondono alle domande della gente

Da parte nostra non ci esimiamo a fare i complimenti a tutto il GMR per l’organizzazione  con particolare riferimento a quelle persone che per la buona riuscita hanno lavorato prima e dopo faticando con gioia per una cosa in cui credono. Bravi!

set
10
2018

Una giornata coi…fiocchi, in montagna

Fofografia di Pierpaolo Papalia

Parlando con amici un giorno Immanuel Kant disse: “Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne”, ed io leggendo quella frase mi misi a riflettere e a pensare quanto fosse vera quell’affermazione. Mi innamorai della montagna e non la lasciai più.
Amo ancor oggi la montagna perché ogni volta che mi ci ritrovo entra in me una serenità, una pace che mi riesce molto difficile trovare in città. Se poi la montagna la vivi insieme agli amici più cari, il piacere e la gioia aumentano a dismisura.
Mercoledì scorso il più intraprendente tra gli amici che frequentano la montagna con me, Gianni Battaglia, invia in chat questo messaggio:

Sabato 8 settembre vorrei andare a funghi  poiché mi sono già visto o sentito con alcuni di voi e mi è sembrato di capire che ci potrebbe essere una nutrita partecipazione. Proporrei di contarci, vedere quante macchine abbiamo a disposizione (la mia  c’è), dividerci in equipaggi e battere zone diverse. A pranzo ci potremmo vedere per una schiticchiata nei boschi (ognuno porta qualcosa). 

Colto subito al volo! Dovevamo essere in tanti ma, alla fine, impegni di qua, impegni di là, siamo rimasti in cinque. Un numero di amici veri, piccolo o grande che sia, è sempre il miglior numero e siamo partiti di buon’ora in direzione della nostra montagna, l’Aspromonte, con la certezza che ci avrebbe regalato come sempre spettacoli ad ogni passo e con la speranza di trovare una delle tante prelibatezze che si scovano nei boschi: i funghi.
Quello che ci interessava di più comunque era camminare per ore, come dicevano i nativi americani, dentro i mocassini degli amici (nel nostro caso gli scarponi) guardando, parlando e sorridendo e qualche volta fischiando che è il nostro segnale che avvisa gli altri quando troviamo un fungo. Non sto qui a tediarvi raccontando tutti i particolari dei nostri discorsi o i brindisi in rima che abbiamo declamato all’ora della schiticchiata (ricco pranzo consumato all’aperto). Meglio lasciar parlare le immagini che raccontano come Gianni Battaglia si dedica alla preparazione dei panini mentre gli altri riposano, sempre disposti però a farsi riempire il bicchiere. La nostra non era proprio una schiticchiata perché abbastanza frugale, ma le delizie leccorniose che i nostri Pierpaolo, Gianni Repaci e Gianni Crocè si erano portati dietro, insieme al vino superbo, l’hanno resa davvero ricca e gustosa.

Gianni B. al lavoro…

Un selfie sostituisce l’autoscatto…

Un bicchiere dopo l’altro…

Uno degli spettacoli che ci ha offerto l’Aspromonte in questa giornata è stato quello di vedere tantissime salamandre che abbiamo fotografato e seguito per un po’. Qualcuna si è pure messa in posa su un tronco ed ha permesso all’occhio svelto e vigile di Pierpaolo Papalia di scattare la più bella foto che abbiamo messo all’inizio dell’articolo. E i funghi? Sì abbiamo trovato anche quelli ma l’unico ricordo che mi è rimasto dei funghi è il gesto fatto da Gianni Battaglia che ha regalato (gesto che fa spesso con tutti perché è bravo a raccogliere) la raccolta più abbondante ad uno degli altri a cui la moglie aveva detto di non tornare a casa senza funghi.

E infine i funghi di Gianni B.

Insomma, come spesso capita con questi amici, abbiamo passato una giornata… coi fiocchi. Loro sanno già perché metto i puntini prima dei fiocchi, gli altri lo scopriranno quando non saranno più assenti.

giu
27
2018

La stagione dei funghi inizia anche in Aspromonte

U passu da zita  (foto di Filippo Armonio)

La pioggia è arrivata! Su tutte le nostre montagne finalmente abbiamo avuto un mese di piogge costanti che hanno reso il terreno dei boschi idealmente bagnato. Ora aspettiamo le altre condizioni di umidità e calore e si spera che la stagione che sta per venire sia fruttuosa come non mai in questi ultimi anni. Preparate quindi i cesti e gli scarponi! Muniti inoltre di sana competitività prepariamoci alla competizione come si usa spesso tra gli amici. “io ne ho trovati di più”, “i miei però pesano di più anche se sono di meno”, “i miei sono più grossi”, etc, etc.
Ricordiamoci infine che la nostra montagna è bellissima quindi non stiamo sempre con la testa in giù alla ricerca ma ogni tanto alziamo lo sguardo e godiamo dello spettacolo che ci si presenta davanti ad ogni piè sospinto così, anche se non dovessimo trovare funghi, avremo, senza dubbio alcuno, dedicato del tempo alla “bellezza” e alla “cultura” cose che, di questi tempi, dobbiamo curare con particolare attenzione. Buon divertimento!

giu
20
2018

Il parco d’Aspromonte risolve l’equivoco provocato da alcuni cartelli errati: i funghi possono essere raccolti nelle 21 nuove zone

Fotografia di Filippo Armonio

Il Parco d’Aspromonte chiarisce in brevissimo tempo i problemi che alcuni cartelli posti ai bordi delle nuove zone, riconosciute dall’Unione Europea come “Zone Speciali di Conservazione”, avevano provocato la preoccupazione di micologi ed appassionati di funghi che si sono visti depredare dell ultime zone utili allo studio e alla raccolta dei funghi. In effetti il problema è durato solo poche ore. Infatti, come ci comunica l’addetto Stampa del Parco d’Aspromonte dott. Vincenzo Ielacqua, nell’arco di 48 ore i cartelli errati sono stati rimossi e sostituiti dai nuovi.
Allora sostituiamo subito le ansie e le preoccupazioni con sentimenti di gioia perché è una conquista per il nostro Aspromonte che l’Unione Europea abbia riconosciuto come speciali le 21 zone che diventano un nuovo importante strumento per proteggere la biodiversità e la conservazione degli habitat, della flora e della fauna in natura.
Non ci resta che fare le giuste raccomandazioni a tutti i visitatori del parco e dei boschi, raccomandazioni che sono da sempre nella prima pagina che ci descrive:

Rispettiamo l’Aspromonte!
· Nel bosco siamo ospiti e non padroni;
· Rispettiamo l’ambiente, non abbandoniamo rifiuti, non danneggiamo le piante e l’humus, non provochiamo rumori inutili;
· Facciamo sì che il nostro comportamento, civile e rispettoso, sia d’esempio per gli altri;
· Ricordiamoci che il bosco è un ambiente potenzialmente pericoloso; siamo prudenti e muoviamoci con attenzione per evitare incidenti;
· Manteniamoci il più possibile sui sentieri tracciati;
· Siamo consapevoli di dove ci troviamo e durante il cammino memorizziamo alcuni punti di riferimento, al fine di ritrovare agevolmente la via del ritorno.

giu
19
2018

21 nuove Zone Speciali di Conservazione nel Parco d’Aspromonte

Il Parco d’Aspromonte con tutte le zone protette

Il Ministero dell’Ambiente ha designato 21 siti ricadenti interamente o parzialmente nel Parco dell’Aspromonte, quali nuove Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Con la Istituzione di queste “zone”, l’Unione Europea ha definito un importante strumento per la protezione della biodiversità e la conservazione degli habitat, della flora e della fauna in natura. Ecco quali sono:
“Monte Basilicò – Torrente Listi”, “Canolo Nuovo Zomaro-Zillastro”, “Vallata del Novito e Monte Mutolo”, “Fiumara Amendola (incluso Roghudi, Chorio e Rota, Fiumara Buonamico)”,  “Fiumara La Verde”, “Contrada Gornelle”, “Piani di Zervò”, “Monte Fistocchio e Monte Scorda”, “Monte Tre Pizzi”, “Piano Abbruschiato”, “Monte Campanaro”, “Serro d’Ustra e Fiumara Butrano”, “Contrada Scala”, “Montalto”, “Torrente Menta”, “Vallone Cerasella”, “Torrente Ferraina”, “Pietra Cappa –Pietra Lunga –Pietra Castello”, “Torrente Vasi”, “Vallone Fusolano”.

Una iniziativa di protezione dell’ambiente è sempre lodevole ma talvolta non è supportata dalle leggi stesse della regione. Se la Regione Calabria istituisce i corsi per il conseguimento del tesserino per la raccolta dei funghi epigei spontanei e poi ne vieta praticamente la raccolta ci viene da pensare che è solo per una questione di raccolta fondi. Ci sono diversi tipi di raccoglitori di funghi ed alcuni di essi sono tra quelli che rispettano di più l’ambiente, la flora e la fauna d’Aspromonte. E assurdo che non si permetta più, per esempio, ai micologi di studiare e raccogliere funghi dove questi studi e queste raccolte servono a salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Praticamente sono ora comprese nel parco d’Aspromonte e nelle zone speciali tutti i posti di crescita dei funghi. Come risolvere la situazione?

Pietra Cappa, una delle 21 zone nuove

Certamente le nuove norme colpiscono proprio le persone che rispettano di più i boschi e i micologi che studiano i funghi mentre colpiranno di meno le persone che vivono raccogliendo e vendendo funghi. Questi ultimi infatti saranno più portati a non rispettare le regole dato che il loro mantenimento dipende dalla raccolta dei funghi.
Quindi noi ci aspettiamo un’intervento della Regione Calabria per risolvere questo problema e invitiamo tutti i gruppi micologici della regione a farsi sentire presso le autorità.

Noi cercheremo di tenervi informati sulle novità.

giu
03
2018

Giornate micologiche di Ceva (Cuneo)

Il manifesto della Mostra Micologica

Siamo lieti di accettare l’invito da parte del dott. Giorgio Raviolo, presidente del Gruppo Micologico Cebano, di pubblicizzare le “Giornate Micologiche” e “la Mostra nazionale del Fungo Cebano” che si terranno a Ceva, in provincia di Cuneo nelle giornate che vanno dal 12 al 23 settembre 2018. Chi volesse partecipare può scaricare il programma e la scheda di iscrizione a questo link.

mag
09
2018

La pronuncia corretta dei nomi di alcuni funghi

Boletus aereus

Spesso ci capita, anche durante le escursioni, di discutere sulla corretta pronuncia di alcuni nomi dei funghi ed ognuno di noi pensa di avere ragione  avendo letto da qualche parte su internet la corretta pronuncia di un tale nome. Su internet però si trova di tutto ed anche il contrario di tutto per cui cercheremo, senza presunzione, di fare chiarezza almeno sui dubbi dei nomi più conosciuti. La chiarezza si può fare perché il latino e il greco antico hanno delle regole precise e tutti i nomi scientifici provengono da queste lingue. Cominciamo col nome di un fungo che incomincia a comparire in questi giorni sulle nostre montagne: il Boletus aereus.
Il dittongo ‘ae’ in latino si legge sicuramente ‘e’ a meno che il sostantivo da cui deriva non abbia la dieresi o non derivi dal greco antico (ma non è il nostro caso). Ebbene il sostantio è Aes= bronzo ed è sicuramente senza dieresi, per cui, senza ombra di dubbio l’aggettivo ‘aereus’ va letto ‘éreus’.

Amanita phalloides

Il secondo nome di cui vogliamo parlare oggi è quello della Amanita phalloides perché in questi ultimi tempi è invalsa l’abitudine di pronunciarlo phalloídes ponendo l’accento della pronuncia sulla i perché qualche “professore” presente in rete ha visto l’accento greco sulla i. Purtroppo il greco antico, da cui deriva l’aggettivo, ha la regola che sui dittonghi l’accento vada posto sulla seconda vocale ma vada letto sulla prima. In altre parole si scrive correttamente phalloídes ma si pronuncia phallóides. Qualcuno ha pensato invece che il dittongo provenisse dal greco moderno e per questo motivo si leggesse in modo diverso. È vero che il dittongo ‘oi‘ in greco moderno si legge in modo diverso, infatti si legge ‘i‘ ed allora, anche se derivasse dal greco moderno (e non è così) dovrebbe leggersi phallídes.
Pertanto riprendiamo la vecchia e giusta abitudine di pronunciare phallóides e saremo sicuri di non sbagliare.

Continueremo questo discorso sulla corretta pronuncia dei nomi dei funghi non appena qualcuno ci porrà il problema di un nome specifico, intanto vi regaliamo, andando a questo link,  un documento del professore Cosimo Averna sull’argomento. Buona lettura

apr
28
2018

Andar per funghi in sicurezza

Non tutti possono avere la fortuna di andar per funghi con micologi saggi come quelli che vedete in fotografia che, oltre ad essere conoscitori di funghi, sono anche cari amici coi quali spesso mi accompagno nelle lunghe passeggiate nei boschi del nostro Aspromonte. Se anche voi volete avere questa fortuna vi dovete rivolgere al Gruppo Micologico Reggino che troverete a questo link. Intanto vi diamo qui qualche consiglio che serve a rendere sicura ogni vostra escursione in montagna alla ricerca di funghi.
Quando la stagione è magra o non è periodo di porcini le montagne sono spopolate ed i pochi cercatori sono proprio quelli già esperti che non hanno bisogno di consigli particolari, anche se è vero che spesso gli incidenti nei boschi accadono pure ai fungaioli esperti. Ma quando arriva la stagione non c’è più posto in montagna! E arrivano tutti i tipi di cercatori: raccoglitori professionisti, razziatori di tutto quello che cresce nel bosco e semplici cercatori. Molti però non sanno che ci sono delle leggi e delle regole da rispettare. Innanzitutto la raccolta dei funghi non è libera ma permessa solo a chi ha frequentato un corso per imparare a conoscere le leggi regionali e i tipi di funghi e che abbia ottenuto il famoso tesserino amatoriale per la raccolta dei funghi.
Ho letto da qualche parte che spesso il cercatore dei funghi, quando è arrivato nel bosco, perde tutti i sensi eccetto l’olfatto e come un cane segue l’odore dei funghi dimenticando di attivare gli altri sensi, soprattutto quello dell’orientamento e così capita sempre più spesso che ci si perda senza riuscire a trovare più la strada del ritorno. Vi sembra che stia esagerando? Ebbene solo l’anno scorso ci sono stati più di 4.000 interventi del Soccorso Alpino:
Allora cosa fare per la sicurezza? Senza starvi a tediare con consigli che in un articolo non potrebbero essere mai esaustivi ci pregiamo di regalarvi la guida del Soccorso Alpino “Sicuri a cercar funghi” che potrete scaricare a questo link.
Leggetevi la guida e sarete pronti per la stagione che sta per cominciare.

apr
26
2018

I funghi e la pioggia

Le previsioni del tempo a lungo termine sono sempre da prendere con le molle, soprattutto per la nostra zona che ha un clima particolare che nessuno riesce a decifrare correttamente. Forse solo i nostri pescatori riescono a dirci se pioverà nell’arco di due tre giorni.
Intanto sappiamo tutti che, per avere una buona annata di funghi, la pioggia di maggio è importante. Aprile ci ha deluso ma la speranza di avere qualche giorno di pioggia continua e regolare per i primi di maggio non è affatto infondata. Le carte meteorologiche prevedono pioggia regolare dai 4 ai 7 millimetri per i giorni che vanno dal 2 al 4 maggio, seguita da alcune giornate di sole e senza vento e con umidità che va dal 60 al 90 percento, condizione ideale perché crescano i funghi.
Ma quali sono tutte le condizioni ideali per la crescita dei funghi e quanti giorni bisogna aspettare dopo la pioggia per essere sicuri di trovarne?
Le domande sono difficili e le risposte non possono essere precise perché le variabili sono troppe ma cercheremo di riassumere alcune condizioni di tempo e di terreno necessarie per la nascita dei carpofori. Ci riferiamo ovviamente al gruppo di Boleti che comunemente chiamiamo porcini.

Le fasi da seguire dovrebbero essere queste:
Una pioggia regolare per alcuni giorni, distribuita su tutto il territorio; alcune giornate di sole e assenza di vento secco che asciughi il terreno in fretta; se il vento ci deve essere speriamo sia vento umido che contribuirà anch’esso alla crescita; umidità del terreno dal 60 al 90 percento.
Ma quanti giorni bisogna aspettare? Il fattore più importante per saperlo è la temperatura del terreno che non deve scendere mai sotto i 6 gradi e non deve salire sopra i 30. Le condizioni ideali di temperatura sarebbero di 16/17 gradi per la minima e 24/25 gradi per la massima, condizioni queste che si verificano per esempio quando il cielo è nuvoloso e fa da cappa non permettendo al sole di elevare troppo la temperatura. Se tutte queste condizioni si verificano, bastano anche solo tre giorni dopo la pioggia per incominciare a trovare funghi, altrimenti bisogna aspettare anche fino a 10 giorni dopo la pioggia.

Intanto spolveriamo i panieri e guardiamo il cielo. Prima o dopo la pioggia farà capolino e noi saremo pronti per una stagione che tutti ci auguriamo possa essere una di quelle da ricordare.

 

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