ott
13
2014

Ottobre: uno dei mesi migliori per la ricerca dei funghi

Finalmente la ressa è finita. Non c’era posto in montagna per stare in tranquillità perché dovunque andavi, anche nei posti più scoscesi incontravi sempre tanta gente uscita alla ricerca dei porcini. Adesso i colori della montagna stanno cambiando, il verde fa posto al rosso e le prime piogge sconsigliano i cercatori occasionali che preferiscono la quantità alla qualità. Non è che i porcini siano finiti, adesso sono molto più rari, ma il fortunato che li trova può vantare dei pezzi assolutamente di primo ordine. Ottobre è anche il mese in cui si trovano gli ovoli migliori (Amanita caesarea), le mazze da tamburo (Macrolepiota procera) più grandi, i cantarelli migliori (Cantharellus cibarius) e i più fortunati troveranno i cerchi delle streghe formati dalla Clitocybe geotropa, un altro dei funghi che noi consideriamo eccellenti.
Iniziano poi a comparire le “bavose” ( Suillus luteus) e le “rosite” (Lactarius deliciosus) e tutte le altre specie del genere.
Raccomandiamo sempre di raccogliere e consumare solo esemplari giovani di qualsiasi specie di funghi perché, se non sono in condizioni ottimali, anche i funghi mangerecci possono dare problemi, a volte anche gravi.
L’ultima raccomandazione è quella di non pensare solo ai funghi ma di godere quello che la montagna ci offre in questo inizio di autunno. I colori che cambiano, la nebbia che sale,  i ruscelli che si riempiono e gli scorci di panorama che la montagna sa offrire a chi guarda con attenzione. Buona raccolta quindi, ma anche buone passeggiate per i boschi per riempire i polmoni di quell’aria che, ahimè, in città non avremo mai più.

ott
09
2014

Racconto sui funghi: il sentiero segreto che porta al bosco del castagno grande

Ivano Merlo è un esperto fungaiolo delle montagne al confine tra Liguria e Piemonte. Oltre ad essere un bravo fungaiolo si diletta a scrivere racconti che spesso riguardano i funghi. Avendo letto quello che ha scritto nell’ormai lontano 2007, abbiamo sentito l’obbligo di parteciparlo ai nostri lettori, perché ci è piaciuto davvero tanto. Abbiamo anche cercato, scrivendogli, di avere il permesso di pubblicazione, ma forse l’indirizzo non era più usato. Crediamo comunque di fargli cosa gradita presentando il suo racconto ai nostri lettori. Rammentiamo che le immagini che corredano il racconto sono immagini di fantasia e non corrispondono ai protagonisti della storia. Buona lettura quindi!

C’era nebbia quel giorno al di là del colle, quel tipo di nebbia sottile ed evanescente, che ti accarezza il volto e l’anima quasi a voler blandire la tua esigenza di entrare al più presto nel bosco per iniziare la cerca dei funghi..! Mio figlio ed io eravamo saliti in auto per lo sterrato di buon’ora. La nostra speranza era soprattutto quella di essere fra i primi a raggiungere la zona mitica del Passo dell’Orso dove ci era giunta notizia di abbondanti raccolte avvenute nei giorni precedenti.
Con passo sicuro e veloce, nonostante la visibilità incerta, ci dirigevamo ora verso lo spartiacque che fa da confine naturale alle due regioni ligure e piemontese. Più avanti avremmo incontrato il piccolo sentiero (che noi chiamavamo “il nostro sentiero segreto”…!) che ci avrebbe guidati, attraverso selvagge foreste incontaminate, al “bosco del castagno grande”, dove pochi arrivavano, sia per la scarsa conoscenza della zona e sia per la paura, anche se infondata, di incontrare uno dei numerosi branchi di cinghiali che scorrazzavano in lungo e in largo, anche in pieno giorno, in quella sperduta località.

Leggi tutto »

ott
02
2014

Ricette: patati chini chi bavusi (Suillus luteus)

Presentiamo una ricetta provata proprio oggi. Innanzitutto dobbiamo dire che il sapore è decisamente superiore a quello che fa apparire la fotografia, fatta col telefonino in condizioni di luce pessime. Provatela e fateci sapere se è di vostro gusto. La ricetta in italiano suona così: patate ripiene con i funghi. Abbiamo pero volutamente usato nel titolo il nostro dialetto per il quale i Suillus luteus si chiamano Bavusi.

Ingredienti:

4 o 6 patate grosse
1/2 kg di funghi
1 mozzarella da 250g
50 grammi di mortadella
50 grammi parmigiano grattugiato
70 grammi di burro
panna q.b.
noce moscata q.b.
Sale e pepe q.b.
Un bicchiere di vino da dessert (Porto, Marsala etc)

Preparazione:

Scegliete le patate che una volta cotte non si sfarinano, lessatele con la buccia e, una volta pronte,tagliatele a metà. Scavatele poi con un cucchiaino togliendo quasi tutta la polpa che metterete in una ciotola insieme a circa 25 grammi di burro fuso, sale e noce moscata.

Intanto cuocete i funghi tagliati a pezzi piccoli con 35 grammi di burro, sale e pepe (chi vuole può mettere un aglio intero da cacciare via una volta cotti i funghi). Sfumate col bicchiere di vino e fate evaporare. Aggiungete la panna e fate cuocere ancora un po’. Aggiungete poi ai funghi la mozzarella e la mortadella tagliate a dadini, la polpa di patate che avevate messo da parte e il parmigiano grattugiato. Mescolate il tutto bene e poi farcite le mezze patate con il composto. Prendete infine una pirofila, imburratela e ponetevi dentro le patate ripiene. Se fosse rimasto del ripieno mettetelo sempre nella pirofila accanto alle patate. Fate dorare in forno a 180 gradi per pochi minuti. Buon appetito!

set
09
2014

La corretta pronuncia dei nomi del Genere Boletus

Fra tutte le entità fungine cui il neofita rivolge la propria attenzione, certamente le specie del Genere Boletus rappresentano quelle verso le quali maggiormente si interessa. Ciò è dovuto a molteplici fattori: una forte tradizione culturale calabrese, il minimo rischio di intossicazioni dettate dal fatto che non esistono fra i Boleti specie particolarmente pericolose, la relativa facilità del loro riconoscimento.
Se da un lato è facile determinarne la commestibilità, particolarmente ostica risulta essere la loro corretta pronuncia.
A tal proposito abbiamo ritenuto utile per i nostri lettori inserire tutte le specie appartenenti al Genere Boletus (divise per Sezioni) e la loro corretta pronunzia.

Sezione Calòpodes

Boletus càlopus
Boletus radìcans
Boletus sanguinèipes

Leggi tutto »

set
02
2014

I funghi porcini

Con il termine di funghi porcini si suole intendere un gruppetto di macromiceti appartenenti al Genere Boletus, Sezione Edules.
Rappresentano la varietà di funghi più ricercata ed apprezzata in Aspromonte per il loro sapore intenso e l’inconfondibile profumo.
Come gruppo, sono facilmente riconoscibili: si tratta di boleti a carne bianca immutabile, di sapore dolce, con pori e tubuli bianchi, poi presto gialli e infine verdi (per la maturazione delle spore). Separare fra loro le quattro specie di porcini invece può essere piuttosto problematico, e anche micologi esperti possono trovarsi in difficoltà, dovendo dare una risposta immediata, al solo esame ispettivo. Per esempio, molti danno eccessiva importanza alla forma e alle dimensioni del reticolo sul gambo, che invece è in realtà estremamente variabile in tutte e quattro le specie.

I caratteri più importanti sono i seguenti:

Leggi tutto »

lug
20
2014

Buone vacanze!

Il caldo afoso di questi giorni ci allontana sempre di più dalla scrivania e dal computer e ci fa capire che è arrivato il tempo della pausa estiva, soprattutto quando le forze sono ancora da recuperare dopo le recenti vicissitudini. La voglia sarebbe quella di andar per funghi e tentare passaggi impossibili come fa il nostro Gianni Battaglia  nella fotografia in alto, noi ci dobbiamo accontentare di percorsi più agevoli ma ugualmente piacevoli al fresco in montagna. Allora auguriamo buone vacanze a tutti! Riprenderemo a scrivere i primi di settembre.

lug
07
2014

La raccolta dei funghi e il rispetto della montagna

I micologi e i fungaioli esperti raccolgono funghi tutto l’anno ma gli appassionati frequentano la montagna alla ricerca dei funghi solo nel periodo che va da luglio a novembre. È il tempo quindi che la montagna si riempie di visitatori di ogni specie. E bene quindi ricordare alcune norme di comportamento che fanno bene all’ambiente in cui ci muoviamo ma soprattutto evitano rischi pericolosi alle persone che cercano funghi. Ecco allora una specie di decalogo da tenere a mente quando si va in montagna.

Leggi tutto »

giu
26
2014

Il cuore e la montagna

Eccomi qui, dopo tre infarti e un’operazione a cuore aperto con dei bypass, con lo stesso entusiasmo di prima a scrivere di funghi e di montagne. Io amo la montagna e non potete immaginare quanto mi sia mancata in questi due mesi. Mi manca soprattutto l’Aspromonte con le sue selvagge montagne ferite ai fianchi dalle fiumare, con i suoi spettacoli che ti spuntano all’improvviso dietro un angolo. L’Aspromonte coi suoi fiori e i suoi particolarissimi profumi ancora più forti proprio in questo periodo. Mi manca la montagna e mi mancherà ancora un poco perché mi è stato sconsigliato di fare percorsi tortuosi per i primi mesi. Mi accontenterò di passeggiare per i boschi in pianura dove troverò la forza che ancora mi manca. Non mi manca però la voglia di tenervi aggiornati su quello che succede sui nostri monti e sulla presenza, purtroppo scarsa mi dicono, di funghi in questo periodo. Grazie a tutti quelli che mi hanno manifestato solidarietà e affetto in questo triste periodo della mia vita. È anche per merito loro che riprendo la mia attività con più voglia e forza di prima. Il mio cuore è più forte ed è quasi diventato duro come la  pietra. Grazie!

mag
18
2014

Piccola pausa per Renzo Curatola e per il sito

Cari lettori questa breve news per annunciarvi che il sito Funghi d’Aspromonte, si fermerà per un certo periodo di tempo. Il fondatore, Renzo Curatola, è stato sottoposto ad un intervento di multiplo di bypass coronarico, l’intervento è andato bene, ma adesso inizia una fase di ripresa delle condizioni abituali di vita. E’ stato lui stesso a suggerirci di scrivere queste due righe, dopo la visita che dei parenti, che hanno potuto incontralo oggi, all’interno del reparto di Terapia Intensiva della clinica Sant’ Anna di Catanzaro. Nonostante la delicatezza dell’intervento, Renzo sta reagendo bene e la fase post operatoria sembra procedere secondo programmi.

A Renzo vanno tutti i nostri pensieri ed il nostro affetto ed un grandissimo in bocca a lupo, augurandoci che il processo di ripresa sia breve e che si possa superare al più presto questo periodo di inattività.
Tutti coloro i quali vorranno scrivere un messaggio per Renzo, potranno farlo commentando quest’articolo, forniremo alla famiglia ogni messaggio perché lo porti direttamente a lui.

Tieni duro Renzo

mag
07
2014

Cianofilia

Clitocybe nebularis

Con tale termine s’intende la capacità che hanno alcuni elementi fungini (parete sporale, ornamentazioni, parete delle ife) di assumere una tonalità azzurra se posti a contatto con alcuni coloranti quali il Blu cotone o Blu di metile.
Tali coloranti si possono fissare più o meno decisamente su queste strutture e, in base a tale peculiarità, è possibile distinguere le spore in:
• cianofile (quando la membrana si colora da blu a violetto; come ad esempio, nel Genere Entoloma);
• acianofile (quando la membrana non assume tale colorazione; come, ad esempio, nel Genere Tricholoma.
In buona sostanza si parla di reazione cianofila quando una parete (sporale o ifale) si colora assorbendo il Blu cotone mentre l’interno della spora o ifa rimane incolore. Anche alcune ornamentazioni, quali: verruche, aculei, creste possono essere cianofile, come ad esempio in numerose specie del Genere Ramaria, in Aleuria e Scutellina.
La formulazione del colorante varia a seconda che si operi su materiale fresco o d’erbario.

Blu cotone: andrà impiegato, in soluzione acquosa allo 0,1% su campioni freschi.
Per la sua preparazione si opera nel modo seguente:
Leggi tutto »

mag
05
2014

Ricette: linguine e morchelle

Morchella conica (foto di Miluše Hörmannová)

È il periodo giusto per presentare ricette su questo fungo che ormai si trova in abbondanza sulle nostre montagne. La ricetta che presentiamo oggi è un primo piatto che vi farà leccare i baffi nelle tre versioni che presentiamo. Anche se differiscono di poco, vi invitiamo a provarle tutte e tre perchè guarniranno delle linguine in modo diverso. Ma veniamo alla ricetta.

Ingredienti:

800 g (almeno)  di morchelle
350 g di linguine
2 peperoni piccoli (rossi o verdi) tagliati a listarelle
1 cipolla media, tagliata a spicchi sottili
70 g di burro (o margarina)
sale q.b.
pepe q.b.
Parmigiano grattugiato q.b.

Preparazione:

Mettere il burro in una padella e, appena sciolto fate indorare la cipolla. Mettete poi le listarelle di peperoni e i funghi tagliati a pezzetti. Salate e pepate e fateli cuocere per almeno quindici minuti, aspettando eventualmente che i peperoni diventino teneri. Intanto fate cuovere in acqua salata le linguine e appena pronte versatele nella padella e fate mantecare. Versateci sopra il parmigiano e servite.

Variazione 1: Aggiungere in padella un cucchiaio di dragoncello fresco tritato o essiccato.
Variazione 2: Durante la cottura dei funghi e delle verdure, aggiungere in padella un bicchiere di Madeira o dello Sherry secco e fate bollire fino a quando la salsa diventa un po’ densa.

Buon appetito!

apr
29
2014

Metacromasia

Russula xerampelina: Pileocistidi metacromatici in blu di cresile

Con questo termine s’intende la capacità che hanno alcuni tessuti di assumere una tonalità diversa da quella che ha il colorante.
Tale nome fu coniato nel 1877 non da un micologo ma dal microbiologo tedesco e padre della chemioterapia Paul Herlich.
Si deve a Robert Kϋhner, micologo francese, l’applicazione di questo fenomeno chimico fisico alla micologia, il quale lo evidenziò per la prima volta nel 1927 in Mycena tenerrima e, successivamente, nel 1934 lo estese ad altri Generi e specie di Basidiomiceti. Egli per la verifica della metacromasia su ife, spore e cistidi utilizzò il Blu di cresile (un colorante in polvere basico, blu scuro).
Rolf Singer, botanico e micologo tedesco, nel 1986 ha utilizzato, con buoni risultati, per la reazione metacromatica anche il Blu di toluidina, preferito al Blu di cresile da alcuni micologi nell’indagine sugli Ascomiceti.
La presenza o meno di metacromasia in alcune strutture microscopiche (spore, ife, cistidi) è utile, ad esempio, per distinguere tra loro alcuni Generi all’interno della Famiglia delle Lepiotaceae: metacromatiche sono le spore dei Generi Macrolepiota, Leucoagaricus, Leucocoprinus e Sericeomyces; non metacromatiche, ma amiloidi, inamiloidi o destrinoidi quelle dei Generi Lepiota, Cystolepiota e Chamaemyces.
Spore metacromatiche si trovano anche nel Genere Haasiella.
Leggi tutto »

apr
27
2014

Ricette: morchelle al burro e crackers

Arrivano i primi caldi e nascono le prime morchelle. sono state avvistate anche dalle nostre parti per cui è d’uopo presentarvi una ricetta, come al solito semplice, per gustare questi funghi. Ricordiamo ancora che le morchelle hanno delle tossine termolabili per cui bisogna cuocerle bene se vogliamo essere sicuri nel mangiare questi funghi prelibati. In Europa non sono molto ricercati, eccetto che in Francia, dove le scambiano volentieri con i “porcini”. In America invece ci sono centinaia di associazioni micologiche dedicate a questi funghi e i “Morels Hunters sono conosciuti in tutto il paese. Abbiamo presentato altre ricette con le morchelle ma questa è davvero semplice e gustosa.

Ingredienti:

Morchelle a volontà
Burro a secondo della quantità di morchelle (anche margarina va bene)
6/8 o 12 uova sempre a secondo del quantitativo di funghi
Una scatola di crackers salati

Preparazione funghi:
Lavate bene e tagliate le morchelle per il lungo in quarti se sono grandi o a metà se piccole. Mettetele in una ciotola con acqua salata se ci sono animaletti piccolissimi da eliminare. Eventualmente ripetete l’operazione. Lasciate riposare le morchelle in frigo per due ore.

Leggi tutto »

apr
22
2014

Siderofilia (carminofilia)

Basidi siderofili di Lyophyllum infumatum

Inizialmente nota come Carminofilia in quanto si impiegava come reagente l’acido carminico, fu successivamente corretta in Siderofilia poiché il principale responsabile di questa reazione è il ferro (III) che, fungendo da mordenzante, favorisce una migliore fissazione del colorante (il Carminio) determinando così la comparsa di granulazioni nerastre nei basidi.
Per l’esecuzione di questa metodica è necessario disporre di:

  • Acido acetico (CH3COOH) al 50%: 100 mL;
  • Carminio in polvere (Rosso cocciniglia): 1-2 g;
  • acqua distillata;
  • un chiodo o un pezzetto di ferro arrugginito (Fe2O3•H2O);
  • una pinzetta con manico in legno;
  • Cloralio idrato (C2H3Cl3O2);
  • una fonte di calore.

Per la preparazione del Carminio acetico si procede nel modo seguente:
Leggi tutto »

apr
16
2014

AMILOIDIA (Reattivo di Melzer)

Spore di Russula peckii

 

Si indica con questo termine una reazione fra lo iodio e l’amido presente in alcune strutture fungine, l’amido assume in presenza dello iodio un colore azzurro scuro fino a nerastro.
L’amido si comporta come un’indicatore, infatti complessa lo iodio in soluzione secondo la reazione:

Il reattivo prende il nome del micologo boemo Vaclav MELZER (1878-1968) che perfezionò, nel 1924, la procedura per verificare o meno l’amiloidia di certe componenti fungine. Melzer, modificò un precedente preparato chimico [del medico francese Jean Guillaume Auguste LUGOL (1786-1851) che ne aveva suggerito l’impiego nel trattamento della tubercolosi].
Inizialmente impiegata nello studio dell’amiloidia delle spore del Genere Russula, tale reazione sarà in seguito adottata nello studio dell’amiloidia per molti altri Basidiomiceti e Ascomiceti (e non soltanto riguardo alle spore), contribuendo a migliorare la ricerca tassonomica.
La ricetta “originale” del 1924 del reattivo di Melzer è la seguente:

Leggi tutto »

Post precedenti «