giu
20
2018

Il parco d’Aspromonte risolve l’equivoco provocato da alcuni cartelli errati: i funghi possono essere raccolti nelle 21 nuove zone

Fotografia di Filippo Armonio

Il Parco d’Aspromonte chiarisce in brevissimo tempo i problemi che alcuni cartelli posti ai bordi delle nuove zone, riconosciute dall’Unione Europea come “Zone Speciali di Conservazione”, avevano provocato la preoccupazione di micologi ed appassionati di funghi che si sono visti depredare dell ultime zone utili allo studio e alla raccolta dei funghi. In effetti il problema è durato solo poche ore. Infatti, come ci comunica l’addetto Stampa del Parco d’Aspromonte dott. Vincenzo Ielacqua, nell’arco di 48 ore i cartelli errati sono stati rimossi e sostituiti dai nuovi.
Allora sostituiamo subito le ansie e le preoccupazioni con sentimenti di gioia perché è una conquista per il nostro Aspromonte che l’Unione Europea abbia riconosciuto come speciali le 21 zone che diventano un nuovo importante strumento per proteggere la biodiversità e la conservazione degli habitat, della flora e della fauna in natura.
Non ci resta che fare le giuste raccomandazioni a tutti i visitatori del parco e dei boschi, raccomandazioni che sono da sempre nella prima pagina che ci descrive:

Rispettiamo l’Aspromonte!
· Nel bosco siamo ospiti e non padroni;
· Rispettiamo l’ambiente, non abbandoniamo rifiuti, non danneggiamo le piante e l’humus, non provochiamo rumori inutili;
· Facciamo sì che il nostro comportamento, civile e rispettoso, sia d’esempio per gli altri;
· Ricordiamoci che il bosco è un ambiente potenzialmente pericoloso; siamo prudenti e muoviamoci con attenzione per evitare incidenti;
· Manteniamoci il più possibile sui sentieri tracciati;
· Siamo consapevoli di dove ci troviamo e durante il cammino memorizziamo alcuni punti di riferimento, al fine di ritrovare agevolmente la via del ritorno.

giu
19
2018

21 nuove Zone Speciali di Conservazione nel Parco d’Aspromonte

Il Parco d’Aspromonte con tutte le zone protette

Il Ministero dell’Ambiente ha designato 21 siti ricadenti interamente o parzialmente nel Parco dell’Aspromonte, quali nuove Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Con la Istituzione di queste “zone”, l’Unione Europea ha definito un importante strumento per la protezione della biodiversità e la conservazione degli habitat, della flora e della fauna in natura. Ecco quali sono:
“Monte Basilicò – Torrente Listi”, “Canolo Nuovo Zomaro-Zillastro”, “Vallata del Novito e Monte Mutolo”, “Fiumara Amendola (incluso Roghudi, Chorio e Rota, Fiumara Buonamico)”,  “Fiumara La Verde”, “Contrada Gornelle”, “Piani di Zervò”, “Monte Fistocchio e Monte Scorda”, “Monte Tre Pizzi”, “Piano Abbruschiato”, “Monte Campanaro”, “Serro d’Ustra e Fiumara Butrano”, “Contrada Scala”, “Montalto”, “Torrente Menta”, “Vallone Cerasella”, “Torrente Ferraina”, “Pietra Cappa –Pietra Lunga –Pietra Castello”, “Torrente Vasi”, “Vallone Fusolano”.

Una iniziativa di protezione dell’ambiente è sempre lodevole ma talvolta non è supportata dalle leggi stesse della regione. Se la Regione Calabria istituisce i corsi per il conseguimento del tesserino per la raccolta dei funghi epigei spontanei e poi ne vieta praticamente la raccolta ci viene da pensare che è solo per una questione di raccolta fondi. Ci sono diversi tipi di raccoglitori di funghi ed alcuni di essi sono tra quelli che rispettano di più l’ambiente, la flora e la fauna d’Aspromonte. E assurdo che non si permetta più, per esempio, ai micologi di studiare e raccogliere funghi dove questi studi e queste raccolte servono a salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Praticamente sono ora comprese nel parco d’Aspromonte e nelle zone speciali tutti i posti di crescita dei funghi. Come risolvere la situazione?

Pietra Cappa, una delle 21 zone nuove

Certamente le nuove norme colpiscono proprio le persone che rispettano di più i boschi e i micologi che studiano i funghi mentre colpiranno di meno le persone che vivono raccogliendo e vendendo funghi. Questi ultimi infatti saranno più portati a non rispettare le regole dato che il loro mantenimento dipende dalla raccolta dei funghi.
Quindi noi ci aspettiamo un’intervento della Regione Calabria per risolvere questo problema e invitiamo tutti i gruppi micologici della regione a farsi sentire presso le autorità.

Noi cercheremo di tenervi informati sulle novità.

giu
03
2018

Giornate micologiche di Ceva (Cuneo)

Il manifesto della Mostra Micologica

Siamo lieti di accettare l’invito da parte del dott. Giorgio Raviolo, presidente del Gruppo Micologico Cebano, di pubblicizzare le “Giornate Micologiche” e “la Mostra nazionale del Fungo Cebano” che si terranno a Ceva, in provincia di Cuneo nelle giornate che vanno dal 12 al 23 settembre 2018. Chi volesse partecipare può scaricare il programma e la scheda di iscrizione a questo link.

mag
09
2018

La pronuncia corretta dei nomi di alcuni funghi

Boletus aereus

Spesso ci capita, anche durante le escursioni, di discutere sulla corretta pronuncia di alcuni nomi dei funghi ed ognuno di noi pensa di avere ragione  avendo letto da qualche parte su internet la corretta pronuncia di un tale nome. Su internet però si trova di tutto ed anche il contrario di tutto per cui cercheremo, senza presunzione, di fare chiarezza almeno sui dubbi dei nomi più conosciuti. La chiarezza si può fare perché il latino e il greco antico hanno delle regole precise e tutti i nomi scientifici provengono da queste lingue. Cominciamo col nome di un fungo che incomincia a comparire in questi giorni sulle nostre montagne: il Boletus aereus.
Il dittongo ‘ae’ in latino si legge sicuramente ‘e’ a meno che il sostantivo da cui deriva non abbia la dieresi o non derivi dal greco antico (ma non è il nostro caso). Ebbene il sostantio è Aes= bronzo ed è sicuramente senza dieresi, per cui, senza ombra di dubbio l’aggettivo ‘aereus’ va letto ‘éreus’.

Amanita phalloides

Il secondo nome di cui vogliamo parlare oggi è quello della Amanita phalloides perché in questi ultimi tempi è invalsa l’abitudine di pronunciarlo phalloídes ponendo l’accento della pronuncia sulla i perché qualche “professore” presente in rete ha visto l’accento greco sulla i. Purtroppo il greco antico, da cui deriva l’aggettivo, ha la regola che sui dittonghi l’accento vada posto sulla seconda vocale ma vada letto sulla prima. In altre parole si scrive correttamente phalloídes ma si pronuncia phallóides. Qualcuno ha pensato invece che il dittongo provenisse dal greco moderno e per questo motivo si leggesse in modo diverso. È vero che il dittongo ‘oi‘ in greco moderno si legge in modo diverso, infatti si legge ‘i‘ ed allora, anche se derivasse dal greco moderno (e non è così) dovrebbe leggersi phallídes.
Pertanto riprendiamo la vecchia e giusta abitudine di pronunciare phallóides e saremo sicuri di non sbagliare.

Continueremo questo discorso sulla corretta pronuncia dei nomi dei funghi non appena qualcuno ci porrà il problema di un nome specifico, intanto vi regaliamo, andando a questo link,  un documento del professore Cosimo Averna sull’argomento. Buona lettura

apr
28
2018

Andar per funghi in sicurezza

Non tutti possono avere la fortuna di andar per funghi con micologi saggi come quelli che vedete in fotografia che, oltre ad essere conoscitori di funghi, sono anche cari amici coi quali spesso mi accompagno nelle lunghe passeggiate nei boschi del nostro Aspromonte. Se anche voi volete avere questa fortuna vi dovete rivolgere al Gruppo Micologico Reggino che troverete a questo link. Intanto vi diamo qui qualche consiglio che serve a rendere sicura ogni vostra escursione in montagna alla ricerca di funghi.
Quando la stagione è magra o non è periodo di porcini le montagne sono spopolate ed i pochi cercatori sono proprio quelli già esperti che non hanno bisogno di consigli particolari, anche se è vero che spesso gli incidenti nei boschi accadono pure ai fungaioli esperti. Ma quando arriva la stagione non c’è più posto in montagna! E arrivano tutti i tipi di cercatori: raccoglitori professionisti, razziatori di tutto quello che cresce nel bosco e semplici cercatori. Molti però non sanno che ci sono delle leggi e delle regole da rispettare. Innanzitutto la raccolta dei funghi non è libera ma permessa solo a chi ha frequentato un corso per imparare a conoscere le leggi regionali e i tipi di funghi e che abbia ottenuto il famoso tesserino amatoriale per la raccolta dei funghi.
Ho letto da qualche parte che spesso il cercatore dei funghi, quando è arrivato nel bosco, perde tutti i sensi eccetto l’olfatto e come un cane segue l’odore dei funghi dimenticando di attivare gli altri sensi, soprattutto quello dell’orientamento e così capita sempre più spesso che ci si perda senza riuscire a trovare più la strada del ritorno. Vi sembra che stia esagerando? Ebbene solo l’anno scorso ci sono stati più di 4.000 interventi del Soccorso Alpino:
Allora cosa fare per la sicurezza? Senza starvi a tediare con consigli che in un articolo non potrebbero essere mai esaustivi ci pregiamo di regalarvi la guida del Soccorso Alpino “Sicuri a cercar funghi” che potrete scaricare a questo link.
Leggetevi la guida e sarete pronti per la stagione che sta per cominciare.

apr
26
2018

I funghi e la pioggia

Le previsioni del tempo a lungo termine sono sempre da prendere con le molle, soprattutto per la nostra zona che ha un clima particolare che nessuno riesce a decifrare correttamente. Forse solo i nostri pescatori riescono a dirci se pioverà nell’arco di due tre giorni.
Intanto sappiamo tutti che, per avere una buona annata di funghi, la pioggia di maggio è importante. Aprile ci ha deluso ma la speranza di avere qualche giorno di pioggia continua e regolare per i primi di maggio non è affatto infondata. Le carte meteorologiche prevedono pioggia regolare dai 4 ai 7 millimetri per i giorni che vanno dal 2 al 4 maggio, seguita da alcune giornate di sole e senza vento e con umidità che va dal 60 al 90 percento, condizione ideale perché crescano i funghi.
Ma quali sono tutte le condizioni ideali per la crescita dei funghi e quanti giorni bisogna aspettare dopo la pioggia per essere sicuri di trovarne?
Le domande sono difficili e le risposte non possono essere precise perché le variabili sono troppe ma cercheremo di riassumere alcune condizioni di tempo e di terreno necessarie per la nascita dei carpofori. Ci riferiamo ovviamente al gruppo di Boleti che comunemente chiamiamo porcini.

Le fasi da seguire dovrebbero essere queste:
Una pioggia regolare per alcuni giorni, distribuita su tutto il territorio; alcune giornate di sole e assenza di vento secco che asciughi il terreno in fretta; se il vento ci deve essere speriamo sia vento umido che contribuirà anch’esso alla crescita; umidità del terreno dal 60 al 90 percento.
Ma quanti giorni bisogna aspettare? Il fattore più importante per saperlo è la temperatura del terreno che non deve scendere mai sotto i 6 gradi e non deve salire sopra i 30. Le condizioni ideali di temperatura sarebbero di 16/17 gradi per la minima e 24/25 gradi per la massima, condizioni queste che si verificano per esempio quando il cielo è nuvoloso e fa da cappa non permettendo al sole di elevare troppo la temperatura. Se tutte queste condizioni si verificano, bastano anche solo tre giorni dopo la pioggia per incominciare a trovare funghi, altrimenti bisogna aspettare anche fino a 10 giorni dopo la pioggia.

Intanto spolveriamo i panieri e guardiamo il cielo. Prima o dopo la pioggia farà capolino e noi saremo pronti per una stagione che tutti ci auguriamo possa essere una di quelle da ricordare.

 

apr
24
2018

Quale coltello per i funghi?

Qual è il miglior coltello da portare con sé per la raccolta dei funghi?
La questione non è semplice anche se la risposta che molto spesso viene data parla di un coltellino con lama leggermente ricurva e un pennellino sul manico. Nei negozi e sui siti internet si trovano di tutti i tipi e di tutte le marche ed hanno quasi sempre le caratteristiche di cui sopra.
Ma a cosa veramente serve il coltello per funghi? Certamente non a raccoglierli, tagliandoli alla base perché è una manovra errata per vari motivi. Primo fra tutti che in caso di problemi di tossicità sarà spesso difficile determinare un fungo a cui è stata  tagliata la base; poi il fungo va raccolto senza tagliarlo col coltello ma facendo solo una leggera torsione sul gambo. L’abitudine errata di tagliare i funghi sul posto purtroppo è diventata comune da quando i raccoglitori sono aumentati a dismisura sulle montagne e tagliare i funghi è il metodo più veloce per anticipare gli altri.
Ma allora a cosa serve il coltello? Mi direte che serve a togliere la terra dal cappello con lo spazzolino o a tagliare, dopo la raccolta, la base del fungo. A parte il fatto che solo gli esperti possono essere sicuri dei funghi raccolti tanto da decidere di eliminare una parte importante per il riconoscimento, nessuno potrà affermare di aver pulito con lo spazzolino del coltello un fungo senza poi dover ripetere la pulizia a casa. Insomma, secondo noi, il coltello per funghi serve a poco o nulla ma, non essendo depositari della verità, accendiamo soltanto la discussione aspettando di sentirci dire cose, sul coltello per funghi, a cui non abbiamo pensato.

Il coltello però nel bosco serve sempre, per ogni evenienza, perfino per difesa ma sarà un coltello con caratteristiche completamente diverse. Di questo coltello, delle leggi che bisogna conoscere, delle regole che bisogna seguire, parleremo nel prossimo articolo.

Intanto ricordiamo a tutti gli appassionati che i funghi sono importanti e indispensabili all’equilibrio dell’ecosistema dei boschi poiché aiutano le piante ad assorbire le sostanze nutritive presenti nel terreno. In questo modo la pianta produce più ossigeno e consuma una maggiore quantità di anidride carbonica e contribuisce così alla riduzione dell’effetto serra.
Per questo motivo è nata la legge del 1993 recepita da tutte le Regioni italiane con l’obiettivo di regolamentare la raccolta dei funghi per preservare la loro presenza su tutto il territorio nazionale. Da allora, chi si cimenta nella ricerca e raccolta dei funghi deve sapere che:

  • ▪ esiste un limite quantitativo alla raccolta giornaliera di miceti pari a 3 kg di peso per persona
  • è vietata la raccolta degli ovuli ancora chiusi
  • è vietato l’utilizzo di rastrelli o uncini
  • i funghi raccolti devono essere trasportati in contenitori rigidi e areati. L’uso di sacchetti di plastica per il trasporto non permette la diffusione delle spore fungine
  • i funghi non devono mai essere tagliati alla base rendendoli irriconoscibili
  • è vietato danneggiare intenzionalmente funghi che non saranno raccolti per il consumo domestico o la vendita
  • in tutte le Regioni italiane è necessario munirsi di un permesso a pagamento che limita l’attività di raccolta dei funghi secondo criteri variabili all’interno delle singole aree territoriali
  • la violazione di una di queste norme è punita con multe salate e la confisca dei funghi eventualmente raccolti

apr
24
2018

Colpa di un errore di sistema…

Morchella conica, il fungo del momento…

Finalmente Aruba è riuscita a risolvermi un problema per cui non riuscivo più ad accedere al mio sito per scrivere articoli. Chiedendo scusa ai nostri lettori per la lunga assenza, soprattutto a quelli che hanno scritto commenti ai quali non abbiamo potuto rispondere, riprendiamo da dove eravamo rimasti sperando in futuro si possa avere un po’ di calma e di vita senza problemi. Bentornati a tutti i lettori!

lug
26
2017

2017: sarà un anno di funghi in Calabria?

Senza andare a ricercare colpe o motivi per cui è arrivato, il riscaldamento globale è un dato di fatto. Che sia colpa dell’uomo o meno non ci importa in questo caso perché andremo a guardare solo gli effetti. Purtroppo gli effetti sono negativi su tutto quello o quasi che cresce in natura. In particolare quest’anno in cui la siccità al sud e i grossi temporali al nord è come se avessero diviso il paese a metà. Da una parte i raccolti dei contadini sono decimati dalla mancanza assoluta di acqua e dal sole cocente, dall’altra parte gli stessi contadini hanno avuto i loro raccolti distrutti da temporali e grandine. Il risultato sarà poca produzione e prezzi troppo alti. E la natura selvaggia? Anche lì i problemi riguardano siccità e grandi volumi di acqua per cui la produzione di funghi potrà nel primo caso essere assente o quasi e nel secondo avere problemi di qualità. Insomma stiamo andando verso un tempo in cui sarà sempre più difficile programmare le nostre gite in montagna alla ricerca dei funghi e saranno molte le passeggiate che faremo riempendo i polmoni  e i nostri cesti solo di aria pura. Speriamo almeno che il mese di agosto ci riservi qualche sorpresa…

set
19
2016

Sull’Aspromonte le trombette dei morti spuntano a settembre

Craterellus cornucopioides

Da noi non è un fungo che si trova facilmente ma quando si trova si raccoglie in abbondanza. Stiamo parlando del Craterellus cornucopioides, volgarmente conosciuto come trombetta dei morti. La gente lo chiama così perché appunto di solito spunta fuori i primi del mese di novembre, in occasione delle feste dei morti. Ottimo commestibile, nonostante il suo aspetto funereo, viene di solito essiccato e spesso ridotto in polvere per insaporire risotti e pasta. Il suo profumo delicato e nello stesso tempo gradevole all’olfatto, il suo sapore intenso gli hanno fatto dare il titolo di “tartufo dei poveri”. Difficile da confondere con funghi tossici dato che l’unico che gli somiglia, il Cantharellus cinereus è altrettanto buono da mangiare. L’unica nota che non lo fa amare da chi non ne conosce le proprietà è che fa diventare nere le pietanze a cui si accoppia. Ma chi riesce a guardare oltre proverà un gusto difficile da dimenticare. Buona ricerca!

mar
14
2016

Come sarà la stagione 2016?

Di acqua quest’anno ne ha fatta tanta e le condizioni del terreno sono quasi perfette. Tutto lascia sperare quindi che il 2016 sarà un anno di buona raccolta. Al momento pero i funghi della stagione non confermano i dati che dovrebbero esssere positivi. Pochi almeno dalle nostre parti i Pleurotus eryngii, anche se compaiono sui banchi di ortofrutta i funghi coltivati come quelli che vedete in fotografia. I marzuoli (Hygrophorus marzuolus) stentano a farsi vedere. Cosa fare allora? Forse è meglio aspettare la primavera che si preannuncia foriera di buone nuove per quanto riguarda i funghi. Intanto passeggiamo in montagna, raccogliendo quel poco che riusciremo a trovare.

giu
13
2015

I primi “porcini”

Le piogge dei giorni scorsi e le belle giornate di sole che sono seguite ci hanno spinto ad andare in montagna alla ricerca dei primi porcini. In ogni caso, anche se la ricerca dei funghi non fosse andata a buon fine, avremmo passato una mezza giornata al fresco, lontani dalle temperature elevate di questi giorni in città. Dopo alcune ore passate senza trovare nulla eccetto qualche piccolissimo esemplare da lasciare sul posto per farlo crescere, finalmente, nascosti sotto un abbondante letto di foglie abbiamo rinvenuto i primi esemplari. La raccolta, alla fine, è stata di qualità, anche se la quantità ha lasciato a desiderare. Gli esemplari bellissimi di Boletus aestivalis che vedete in foto li ha trovati il nostro Gianni Battaglia, esperto nel distinguere il minimo rigonfiamento tra le foglie. È tempo quindi di preparare i cesti ricordandosi sempre di rispettare il bosco e la montagna. Buona ricerca!

mar
22
2015

Corso per l’attestato di Micologo in Liguria

Riceviamo e con molta gioia pubblichiamo  un comunicato stampa che riguarda il corso per ottenere l’attestato di Micologo che si effettuerà in Liguria. Per tutte le info e i particolari per l’iscrizione vi rimandiamo al loro sito: www.micamo.com

feb
11
2015

Ganoderma lucidum per un nostro lettore

Alcuni mesi fa un nostro lettore, un ragazzo cinese che vive in Italia, ci ha chiesto se riuscivamo a procurargli alcuni esemplari di Ganoderma lucidum per sua nonna che era gravemente ammalata. Ora che siamo riusciti a trovare alcuni di questi funghi non riusciamo più a trovare l’email che il lettore aveva scritto. pensiamo possa ancora essere qualche volta sulle nostre pagine e inseriamo questo annuncio nella speranza che possa arrivare a destinazione: Nel caso il ragazzo leggesse l’articolo ci scriva pure che spediamo i funghi.

gen
01
2015

Happy new year! Buon Anno!

Ecco il nostro augurio per il 2015. Oltre all’inevitabile augurio che possiate passare un anno con un piacevole studio sui funghi e una raccolta abbondante, approfittiamo della saggezza dei nativi americani per farvi un augurio particolare col la foto che vedete sotto. È una benedizione Apache in inglese e coloro che non conoscono la lingua troveranno sotto la foto la traduzione. Buon anno a tutti!

possa il sole portarti nuova energia ogni giorno,
possa la luna dolcemente rigenerarti ogni notte,
possa la pioggia lavare via le tue preoccupazioni,
possa il vento soffiare nuova forza nel tuo essere,
possa camminare delicatamente attraverso il mondo e conoscerne le bellezze tutti i giorni della tua vita.

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