lug
05
2020

Qualità nascoste dei funghi d’Aspromonte

Fotografia di Luigi Caminiti

Il nostro monte si chiama, non a caso, Aspro, perché aspri sono i suoi declivi feriti ai fianchi dalle fiumare; aspra la vegetazione che lo ricopre e aspri, quindi nascono anche i funghi. I nostri sono spesso contorti, sfrangiati, mangiati da tante specie di animali e molto difficilmente si trovano in condizioni perfette. Spesso ci si rovina mani e braccia per entrare dentro i rovi selvatici per raccogliere un esemplare di questi e si percorrono salite e discese ripide e pericolose pur di tornare a casa coi funghi nel cesto. Ne vale la pena?

Foto di Gianni Battaglia

Poi vediamo fotografie o filmati provenienti dal nord del nostro paese o da paesi stranieri e vediamo funghi sempre perfetti,  spesso ordinati ordinati in file quasi fossero coltivati. Provengono da boschi facili da visitare, nella maggior parte pianeggianti con spazi larghi tra gli alberi e con  con declivi aperti leggeri. Situazioni queste che  favoriscono la crescita libera dei funghi che si esprimono al massimo del loro aspetto, della loro bellezza e della loro perfezione. Mi riferisco soprattutto ai Porcini che sono i funghi più ricercati in montagna. Vedendo questi porcini nelle fotografie o nei video così diversi da quelli che di solito riusciamo a raccogliere sulle pendici e nei dirupi dell’Aspromonte viene la voglia di andarli a cercare dove si presentano così belli e armoniosi. Sarà stata forse l’invidia che mi ha spinto a provare l’emozione di avere tra le mani e nel cesto i funghi perfetti e senza esitare sono andato nelle regioni del nord Italia, ho comprato il tesserino online con l’app Geo Ticket e mi sono messo a cercare i funghi più belli. Non ci è voluto molto per riempire il cesto di esemplari perfetti. Rientrato in casa ho voluto subito provarli crudi in insalata, trifolati, con la pasta, col risotto. Che succede? Tutta la loro perfezione, tutta la loro bellezza sono scomparse! Il loro sapore, il loro profumo non corrispondevano minimamente a quelli a cui ero abituato in Calabria! L’invidia è scomparsa anch’essa nello stesso momento!  I funghi d’Aspromonte saranno pure storti, brutti, contorti  e sfrangiati ma vincono al 100% qualunque sfida di qualsiasi palato.

Gianni Battaglia beccato dal sottoscritto mentre raccoglie uno dei pochi funghi liberi…

Provare per credere… Grazie Aspromonte!

Basta portarli a casa e i brutti anatroccoli si trasformano in Principi Azzurri!

giu
09
2020

Gli stimoli a dare un sevizio alla comunità

Quando abbiamo pensato di pubblicare il nostro sito, l’unica preoccupazione era quella di riuscire a dare un servizio alla comunità degli appassionati ai funghi. Infatti scrivevamo così:“Certamente daremo uno sguardo a tutto il mondo dei funghi, dalla micologia alla micoterapia, dalla microscopia alla tossicologia in modo da poter dare informazioni utili chi voglia approfondire le  conoscenze. Senza alcuna pretesa di saperne di più, ma con l’umiltà di chi vuole rendere un servizio alla comunità.” 

Ma come si fa a sapere se si è riusciti nell’intento? Saranno i lettori e i visitatori del sito, con le loro lettere e i loro commenti a farci sapere se stiamo facendo un buon lavoro.Sono stati molti i messaggi ricevuti che ci spingevano a fare sempre di più ma un messaggio che ci è arrivato in questi ultimi giorni ci ha davvero commosso. Con il permesso dell’autore lo pubblichiamo per rendergli omaggio e per esprimere la gioia che ha prodotto nei nostri cuori.
“Il vs. sito, scoperto da poco, ha allietato i giorni di questa quarantena. Vi ringrazio sinceramente; ho molto apprezzato TUTTO quello da Voi pubblicato.. Ho scaricato foto,ricette……tutto  Ho deciso di omaggiarVi con straordinaria grappa friulana (BUIESE di Martignacco)..
Ho pensato a 6 bottiglie cl 70 “Aghe di Vite” + 3 bottiglie di “Slivowitz” alle prugne da cl 50 + 3 bottiglie da cl 50 di “Kirsh” ciliege oppure “Alle pere Williams”…(per adesso niente peperoncino..!)…Ditemi Voi.. Con la massima Stima, i miei saluti più  cordiali.  Ettore Vanni”

Nella nostra pagina Home avevamo scritto “se ti va, offrici un caffè” e qualche “caffè” l’abbiamo pure ricevuto nella nostra storia ormai più che decennale, ma mai ci era capitato di ricevere un omaggio così sentito e così di valore ed abbiamo pensato che non bastasse il grazie che avevamo inviato al nostro lettore Ettore, ma entivamo il bisogno che un gesto così generoso fosse conosciuto da tuti i lettori del sito.Anche perché Ettore non è un novellino appassionato di funghi ma un esperto conoscitore associato alla AMF- Ass Mic Fidentina  e conosciuto con il suo nickname ettorone d.c.f.
Ci è sembrato perfino giusto omaggiare l’azienda Buiese, produttrice dell’omaggio ricevuto, con le foto dell’omaggio del nostro lettore e con il giudizio dei nostri amici che hanno provato i distillati defindendoli deliziosi nel gusto per le loro forti note fruttate e la fragranza. Grazie allora anche a Buiese per i suoi distillati davvero ottimi.

mag
30
2020

Uno, nessuno e centomila…

Chiediamo scusa a Pirandello per aver impropriamente usato il titolo del suo ultimo romanzo come scusa per raccontare l’avventura di oggi in Aspromonte. In realtà ci saremmo accontentati di trovare anche un solo fungo, ma, dopo aver girato mezzo Aspromonte, dal versante Jonico a quello Tirrenico, i nostri cesti erano completamente vuoti: nessun fungo!
Ma noi avevamo lo stesso centomila ragioni per essere felici, date le premesse del giorno precedente l’avventura: i propositi erano quelli di passare un’altra giornata memorabile nel bosco.
Gianni Battaglia: “Ore 6,00 appuntamento sotto casa Prof./Magister. Io porto panini e il companatico che trovo, Alvyn il vino, Andrea le foto, il Magister la parmigiana, il Prof. la saggezza e Angelo … il camuffo”.
Subito gli fa eco Roberto: “Però io non mi tiro indietro…porto il vino!” E tutti ormai sappiamo che il vino di Roberto è il nettare degli dei, tanto che spesso si trova a dover subire i nostri attacchi alla sua cantina…
Allora la storia diventa interessante quando Angelo dice: “Dai, porto un po di formaggio, fontina?” No, no porta del pecorino calabrese. E Andrea di rimando: “Io porto del capicollo affettato, del pecorino e delle olive schiacciate”.
Luigi intanto ci comunica che da casa di Gianni Crocè si sente un odore di parmigiana e pensa di partecipare portando i pomodori secchi e nodini di salame. Ma riflettendo su tutte le cose buone che ognuno ha deciso di portare si esprime così: “Ho la sensazione che dopo il pasto frugale dovremo stenderci sotto un albero a meditare un paio d’ore…”
Ecco perché, comunque fosse andata la giornata, c’erano buoni motivi per essere sicuri di passare delle ore in ottima compagnia.

Il resto lo facciamo raccontare alle immagini che parlano meglio di cento parole e tra l’altro ci raccontano della scoperta di un nido di picchio e del tentativo maldestro di Andrea di riprendere in video i piccoli. Purtroppo per noi e per fortuna del picchio, il nido, molto profondo, faceva pure una curva per nascondere alla eventuale vista dei predatori la camera da letto dei piccoli uccelli. Non siamo riusciti a ricordare quante sono state le ore di meditazione dopo il lauto pasto ma sicuramente sono state sufficienti a smaltire il vino per poter tornare a casa coi cesti vuoti ma con cuore e stomaco sazi.

mag
17
2020

Shinrin-Yoku (森林浴) ai tempi del Sars Cov-2

Il titolo di oggi sembra un enigma, ma tutto vi sarà chiarito tra poche righe quando ne spiegheremo il significato. Cosa, questa, che non avviene invece per gli enigmi che ci propinano,in questi tempi di quarantena, dalla mattina alla sera, come il susseguirsi di Dpcm, Decreti Rilancio, lockdown e terapie geometriche. Capiamo perfettamente che la quarantena sia indispensabile in caso di epidemie o pandemie e siamo stati ligi nell’osservare tutte le disposizioni che ci hanno dato finora. Anche se la storia ci insegna che durante le epidemie in quarantena si pongono solo i malati e non i cittadini sani, abbiamo accettato, forse anche solo per la paura che ci iniettavano continuamente attraverso i cosiddetti mezzi di comunicazione, di restare chiusi in casa per due mesi. Adesso finalmente dal prossimo lunedì 18 maggio le quarantene finiranno ma dovremo continuare ad accettare le imposizioni che diventano geometriche. Le chiamiamo così in omaggio a quella mente o a quelle menti che le hanno inventate. Le possiamo anche chiamare con il loro vero nome: schizofrenie pseudo-scientifiche applicate al distanziamento sociale.
Ditemi voi se non è proprio così!
Incominciamo con quelli che vanno al lavoro in autobus, treno od auto (luoghi chiusi in cui è molto più facile contagiarsi) che si devono distanziare di un metro; continuiamo poi con quelli che passeggiano in strada che devono stare sempre ad un metro gli uni dagli altri ma se corrono i metri di distanziamento diventano due. La stessa distanza, due metri, dovrà esserci per le file davanti ai supermercati o agli uffici o negozi finora aperti (eppure sono fuori come quelli che passeggiano e non corrono, anzi stanno fermi). A giorni apriranno bar e ristoranti e i metri per loro diventano quattro. E infine la terapia geometrica più insopportabile: sulla spiaggia i metri di distanziamento diventano cinque. In uno dei posti più salubri, dove lo iodio e gli ioni negativi utili al rafforzamento delle difese immunitarie ci sono in abbondanza, i metri aumentano? Enigma incomprensibile!
Forse sarà meglio per noi fare un bagno nella foresta!
Da qui nasce la spiegazione del nostro titolo: Shinrin-yoku, che in lingua giapponese si scrive così 森林浴, significa proprio bagno nella foresta.
Sono stati alcuni biologi giapponesi i primi a fare la scoperta di come passeggiando, nelle foreste, nei boschi e in tutti i luoghi dove la natura e il verde dominano si possa migliorare la propria salute. Non è questo il luogo per approfondire l’argomento ma chi volesse fare degli studi troverebbe molte informazioni su internet; a noi qui interessa solo farvi sapere che il merito di questi benefici è da attribuire ai fitoncidi, monoterpeni del legno degli alberi, i quali, rilasciando questi e altri oli essenziali nell’aria per proteggersi dal marciume e dagli insetti, ci fanno un grosso favore perché questi oli, se inalati da noi, in dose sufficiente e per un periodo di tempo adeguato, inducono cambiamenti fisiologici prolungati nel corpo umano come la riduzione del cortisolo e quindi dello stress, della pressione sanguigna e soprattutto l’innalzamento del sistema immunitario.
Appena liberi quindi siamo partiti per raggiungere l’Aspromonte perché con i suoi boschi potesse ristorarci la salute e nello stesso tempo farci dono dei suoi tesori, i funghi,  che hanno caratteristiche simili a quelle degli alberi per quanto riguarda il nostro benessere vitale e caratteristiche eccelse per la nostra alimentazione.
Non sono forse l’alimentazione, il fitness e la salute le migliori armi contro la Sars Cov-2?

Eravamo solo in cinque stavolta e non potevamo salire in montagna tutti insieme, ragion per cui ci siamo organizzati con tre auto. Il bosco però ci ha riconosciuti subito nonostante ci fossimo presentati con le mascherine chirurgiche e ci ha accolto con la solita benevolenza senza lamentarsi del caldo afoso e delle raffiche che il vento di scirocco sferzava sulle foglie e sui nostri volti. Ci eravamo lasciati da parecchi mesi ma gli alberi, di sicuro, conoscevano la ragione: ci siamo abbracciati!
Così, finalmente, potevamo fare il Forest bathing passeggiando e sostando ad ammirare gli spettacoli che, ad ogni visitatore che sa osservare, il bosco presenta ad ogni passo. Ci ha fatto anche un piccolo regalo facendoci trovare il primo Boletus Aestivalis della stagione.
Felici di esserci finalmente incontrati tra di noi, abbiamo sentito il bisogno di stare ancora insieme e siamo andati al solito nostro rifugio immerso nel verde dove Gianni B. ci ospita spesso. Ci siamo scambiati le storie personali di questi mesi di quarantena finché si è fatta l’ora di provare le delizie preparate dall’altro Gianni, un maestro in cucina e non solo.
Luigi, Angelo ed io intanto oziavamo…
La pace e la serenità che si leggevano sui nostri volti ci hanno fatto passare altre ore in allegria e nessuno di noi voleva che finisse una giornata così bella. Siamo tornati in città solo dopo aver promesso a noi stessi di rifare l’esperienza entro pochi giorni.
 A questo punto non ci resta altro da fare che augurare agli amici lettori un lunghissimo e salutare Shinrin-Yoku!
森林浴

mag
13
2019

Come sarà la stagione funghi 2019?

Boletus edulis

Tutti gli appassionati e raccoglitori di funghi vorrebbero conoscere in anticipo le possibilità di raccolta dei funghi in una determinata stagione. E fino ad alcuni anni addietro era pure facile prevedere osservando le piogge, i venti e l’umidità come sarebbe stata la stagione.
Da parecchi anni ormai non si può più prevedere niente! Perché? Ce lo siamo chiesti ed abbiamo analizzato le condizioni meteorologiche degli ultimi venti anni. Ed abbiamo scoperto che la causa principale dell’impossibilità di prevedere alcunché dipende dai cambiamenti climatici. Sono stati così repentini e variabili che oggi anche le previsioni meteo raramente riescono ad andare oltre i 3 giorni di previsione con una certa attendibilità.
E così abbiamo visto bolle di calore africano toccare il Nord del nostro paese e lasciare il Sud con tempo estremamente variabile. Sappiamo bene che i nostri amati funghi soffrono di due cose soprattutto: la siccità e i venti caldi di scirocco. A soffrirne di più di queste condizioni sono proprio le boletacee, eccezion  fatta per il Boletus aereus che ben sopporta la poca pioggia.
Se l’umanità tutta non farà niente per recuperare le condizioni ambientali che erano presenti fino alla fine degli anni ottanta, il futuro dei funghi sarà sempre più incerto, con molte specie che rischieranno di scomparire.
Come facciamo a sapere quindi come sarà per i funghi il 2019? A guardare un po’ quello che è successo finora non ci sono grandi speranze. L’anno è cominciato con pochissimi  Pleurotus eryngii, pochissimi marzuoli ed ancora di meno è risultata la presenza di morchelle. Cosa aspettarci quindi per i porcini? Potrebbero aiutarci le piogge di maggio ma finora non si è visto nulla di positivo.
Comunque la speranza, si sa, è l’ultima a morire…Infatti qualcuno, per fortuna, pensa che la produzione di boleti in Europa, a causa dei cambiamenti climatici, aumenterà nel periodo che va dal 2016 al 2100. Per saperne di più seguire questo link.

apr
17
2019

È tempo di morchelle! Come le cuciniamo?

Le prime morchelle si sono presentate in sordina ma ormai, date le belle giornate che aspettiamo, dovrebbero presentarsi in gran numero a partire dalla prossima settimana. Ed allora prepariamoci a raccoglierle e a gustarle in tutte le salse. Ci sono tanti modi di cucinare questi funghi deliziosi ed io vi voglio presentare una ricetta davvero gustosa che ho provato l’anno scorso. Provatela e fatemi sapere cosa ne pensate.

Morchelle ripiene:

Ingredienti:
12 o 16 morchelle intere di grandezza media
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di olio di oliva
230 grammi di spinaci o asparagi, tritati finemente
225 grammi di ricotta
120 grammi di formaggio svizzero
2 cucchiai di pinoli o noci tritate
4 cipollotti tritati finemente
2 spicchi d’aglio tritati
1/2 cucchiaino di noce moscata
sale e pepe a piacere

Io ho usato in questa ricetta ricotta e formaggio svizzero ma è possibile utilizzare qualsiasi altro tipo di formaggio purché non sia troppo forte di sapore.

Preparazione:
Innanzitutto prepariamo il ripieno sciogliendo il burro a fuoco medio in una padella. Aggiungiamo le cipolle e gli spicchi d’aglio e facciamo rosolare per 5 minuti: Togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare:
In una ciotola grande uniamo i formaggi, gli spinaci o gli asparagi, poi le noci o i pinoli, le cipolle, la noce moscata ed infine aggiungiamo a piacere il sale ed il pepe. Mescoliamo il tutto.
Prepariamo i funghi dopo averli puliti bene, tagliando i gambi e lasciando una buona apertura alla base. Riempiamo le morchelle col composto gia preparato, mettiamo le morchelle in una teglia unta con olio, burro o spray antiaderente e spazzoliamo bene le morchelle con olio di oliva:

Preriscaldiamo il forno a 190 gradi e cuociamo i funghi per 10/20 minuti fino a quando diventano di un bel colore dorato. Serviamole ancora calde, appena uscite dal forno e i nostri sensi godranno. Buon appetito!

nov
11
2018

Lo strano mondo dei funghi

 Stemonitis fusca

Abbiamo visto nel precedente articolo il mondo magico dei funghi e le acrobazie che riescono a fare i carpofori per riprodursi. Oggi vogliamo invece presentarvi le foto di funghi davvero strani che forse non avete mai visto, nemmeno sui libri. Il primo fungo si chiama Stemonitis fusca ed è presente in alcune zone anche in Italia. In Italia, la Stemonitis fusca, presenta poche stazioni di crescita, tra i rami secchi di quercia, formando colonie diffuse, irregolari. La Stemonitis fusca, lontano dalla luce solare, assumerà una colorazione bruno-nerastra.

Stemonitis fusca che ha preso luce

Il secondo  è il Rhodotus palmatus, un fungo raro difficile da trovare in Italia, però inconfondibile per il suo colore rosa albicocca. Definito come non commestibile ma meraviglioso da guardare da vicino. Fortunato colui che riesce a vederne uno.

Rhodotus palmatus

Il terzo fungo, Hydnellum peckii,  sembra un gelato alla fragola ricoperto da gocce di cioccolato. I pigmenti colorati prodotti da questo fungo sono usati per tingere i tessuti. Contengono una sostanza chimica chiamata atromentina che presenta proprietà anticoagulanti efficaci come l’eparina. L’Atromentina ha anche utili proprietà antibatteriche. Alcune persone pensano che questo fungo non sia commestibile, ma in realtà è commestibile. Spesso non viene mangiato perché ha un sapore amaro.

Hydnellum peckii

nov
02
2018

Il regno magico dei funghi

Marasmius haematocephalus (Fotografia di Steve Axford)

Il regno dei funghi è un regno magico!
Innanzitutto perché è un regno a sé stante, i funghi infatti non sono organismi vegetali e nemmeno animali ma stanno in mezzo perché hanno caratteristiche di tutti e due gli altri regni.
E poi i funghi sono magici perché invisibili. Stanno infatti sotto terra e solo ogni tanto ci fanno vedere i loro frutti, i carpofori. noi pensiamo che sono proprio questi i funghi ma non è così: i funghi veri sono grandissimi e stanno sotto terra ed, a volte, occupano superfici inimmaginabili in alcuni casi superiori a 10 campi di calcio.
I funghi sono magici anche perché ce lo raccontano le favole: da Fedro a Tolstoj sono tanti gli scrittori che ci hanno deliziato con racconti sui funghi e spesso nelle favole i funghi sono magici:
Non vogliamo qui parlare delle magie che i funghi riescono a fare con le nostre menti ma la storia dei Maya, degli Aztechi e perfino degli egiziani ci raccontano le meraviglie e le visioni che riuscivano ad avere attraverso l’uso di determinati funghi. Già nel 9000 ac ci sono segni nelle caverne lasciati dalle tribù del Nord Africa che mostrano persone che prendono i funghi.

Ci sono anche statue e altre opere d’arte che raffigurano funghi magici in molte culture tra cui i Maya e gli Aztechi! Noi piuttosto vorremmo farvi conoscere alcune “magie normali” di cui sono capaci questi esseri davvero strani cominciando a raccontarvi dei funghi bioluminescenti. Ad oggi sono circa 75 specie che riescono a produrre luce e brillano nell’oscurità come potete notare nella foto qui sotto.

Un’altra magia che riescono a fare i funghi è quella di produrre vitamina D:infatti i funghi sono un superalimento estremamente sottovalutato. In effetti, sono l’unico alimento nella sezione dei prodotti che produce vitamina D! Quasi tutte le specie di funghi commestibili, quando esposte alla luce del sole, generano la vitamina D. Alcuni funghi creano tanta vitamina D quanta si trova nei supplementi che i medici ci consigliano di assumere.
Un’altra magia è quella che permette ai funghi di creare il vento: se i funghi dovessero semplicemente far cadere le loro spore, come un albero fa con le sue foglie, le probabilità che i funghi si potessero riprodurre sarebbero ridotte a zero. Si scopre invece che i funghi creano un flusso d’aria intorno facendo evaporare rapidamente l’acqua, creando così un veicolo per diffondere le loro spore un pò più lontano e così cresce la possibilità di riproduzione.

Infatti quando è il momento di espellere le loro spore, i funghi rilasciano vapore acqueo. L’acqua evapora, raffreddando l’aria che circonda il fungo. Quest’aria più fredda è più densa dell’aria calda e quindi fuoriesce e si allontana dal fungo, creando l’ascensore. Questo sollevatore può trasportare spore fino a 4 pollici (10 cm) sia orizzontalmente che verticalmente.

Non solo i funghi possono generare il loro stesso vento, ma un fungo, Pilobolus crystallinus, accelera più velocemente di un proiettile veloce, e più veloce di qualsiasi altro organismo sul pianeta. Il Pilobilus crystallinus infatti getta le sue spore insieme al cappello alla velocità di circa 25 metri al secondo, mentre l’accelerazione raggiunge 1,7 milioni di m/s2. Per fare un confronto, il razzo Saturn V fatto dall’uomo che ha lanciato la missione Apollo 8 nello spazio non ha mai raggiunto un’accelerazione superiore a 40 m/s2. Per vedre il filmato che dimostra ciò andate a questo link.
Ci sarebbero molte altre magie da raccontare ma lo faremo in un altro momento ed intanto vi lasciamo con le fotografie di uno dei più grandi fotografi di funghi, Steve Axford autore della foto in testa all’articolo e di altre meravigliose fotografie che potrete gustare a questo link: https://steveaxford.smugmug.com/Fungi

ott
13
2018

CORSO ECM: MICOTERAPIA EMOZIONALE APPLICATA ALLA SINDROME METABOLICA

La ECMED ci comunica che il 27 di ottobre a Monopoli in provincia di Bari si terrà un corso di micoterapia per Medici, Biologi, Farmacisti, Dietisti e Chimici, corso che darà la possibilità di guadagnare 10,4 crediti ECM.
Noi volentieri divulghiamo la notizia rimandando sul sito di ECMED chiunque fosse interessato ad iscriversi al corso per un costo davvero irrisorio. (50 euro comprensivi di 10,4 ECM, Attestato di partecipazione, materiale didattico, Pranzo e Coffee break INCLUSO

ott
08
2018

Hydnum repandum e Hydnum rufescens

È davvero facile in questi giorni sulle nostre montagne trovare due funghi che sono considerati ottimi ma che i nostri cercatori snobbano. Al nord ne vanno matti e li chiamano Steccherini o Spinaroli, li cucinano in vari modi ma ne diventano ghiotti se li conservano prima sott’olio. Si tratta degli Hydum repandum e degli Hydnum rufescens, due “fratelli” che si somigliano davvero molto.

Organoletticamente si possono considerare identici mentre morfologicamente si differenziano per l’imenoforo con gli aculei decorrenti sul gambo nel caso del repandum e adnate nel caso del rufescens. Anche il colore  del rufescens è più carico e tendente al rossiccio. Tutti e due i funghi sono molto fragili e forse è questo il motivo per cui, dalle nostre parti, vengono difficilmente raccolti anche dalle persone che ne conoscono la commestibilità.

Vale la pena però provarli sott’olio e sono sicuro che tanti cambieranno opinione.
Vi aggiungo qui una semplice ricetta, da me provata, che vi permetterà di usare questi funghi come sugo per la pasta o come accompagnamento ad una spianata di polenta.

Mettete in padella uno scalogno tagliato fine con del burro e fate rosolare. Intanto tenete gli steccherini tagliati in ammollo nel latte. Scolate i funghi e aggiungeteli allo scalogno senza però buttare via il latte che aggiungerete piano piano in padella fino a formare una crema. Buon appetito!

ott
06
2018

La magia dei funghi

In questi giorni cercherò di parteciparvi la mia gioia nello scoprire sempre cose meravigliose sul mondo dei funghi. I funghi sono una delle cose commestibili più affascinanti del pianeta. È un’affermazione audace, ma quanti organismi conosciamo che non sono né vegetali né animali? Ma i funghi non sono solo commestibili, le loro qualità e proprietà si affermano in molti settori della natura e sia la storia che l’attualità ci dicono che sono perfetti per l’uomo del futuro.
Nell’attesa delle curiosità e storie sui funghi godetevi questo estratto del documentario sui funghi Fantastic Fungi. Infatti dal mago del timelapse Louie Schwartzberg arriva un affascinante documentario sui funghi che cambierà per sempre il modo in cui guardiamo i funghi. Questo estratto dal film presenta il micologo Paul Stamets che parla dell’ecologia dei funghi e il loro ruolo “nella sopravvivenza e salute della terra e delle specie umane”.

ott
04
2018

Hericium erinaceus, commestibile o sospetto? Sicuramente è un fungo usato in medicina

Durante l’ultima Mostra Micologica del GMR di Reggio Calabria, tenutasi presso il centro commerciale Le Ninfee ho notato un fungo  molto raro, l’Hericium erinaceus, ritrovato in Aspromonte da un socio del gruppo, Salvatore Cosoleto.
È obiettivamente un fungo molto raro, mai incontrato nella mia lunga stagione di appassionato della montagna. Ne conoscevo invece le proprietà medicinali e il nome giapponese Yamabushitake.
Voglio cogliere l’occasione, sapendo che si trova anche dalle nostre parti, di parlarvene e di scoprire le sue proprietà organolettiche e medicinali. L’hericium infatti è considerato da alcuni una prelibatezza, anche se un po’ coriaceo e nelle descrizioni su vari testi di funghi viene dato per commestibile, mentre su altri è indicato come fungo non commestibile o sospetto.
E un fungo parassita che cresce in genere su alberi di quercia ancora vivi, oppure su faggio, noce, platani ed altre latifoglie  e prospera spesso sugli alberi anche a 3-4 metri di altezza. Puo pesare anche due kg e raggiungere la dimensione di 30cm. È ricco di amminoacidi essenziali e contiene inoltre Zinco, Ferro, Potassio ed anche Selenio, Fosforo e Germanio. Vi si trovano in abbondanza i ß-glucani  con effetto antitumorale: I cinesi infatti lo usano da sempre per i problemi gastrici e per prevenire eventuali neoplasie del tratto gastrointestinale. Il fungo è anche un un tonico nervoso per la presenza dell’Herinacina H e parecchi studi hanno dimostrato i suoi provati effetti su ansia, stress e deficit di memoria. Risultati incoraggianti si sono avuti anche nel trattamento della sclerosi multipla e del morbo di Alzheimer.
Non è questo il posto dove fare analisi approfondite delle proprietà di questo bellissimo fungo per cui vi rimando alla lettura di un libro di Micoterapia scritto da Ivo Bianchi dove troverete anche gli altri funghi medicinali ma non vi lascio senza darvi la possibilità di leggerne ancora su queste pagine con un regalo di un PDF di uno studio presentato a Catania sull’uso dell’Hericium erinaceus e del Coriolus versicolor per inibire la progressione del morbo di Alzheimer.
Intanto quando andiamo in montagna a cercar funghi non guardiamo solo in basso, ogni tanto alziamo lo sguardo e potremo essere orgogliosi di aver trovato un fungo molto raro.

ott
01
2018

Mostra micologica a Reggio Calabria: una gioia per tutti i sensi

Organizzata dal Gruppo Micologico Reggino si è svolta a Reggio Calabria, nei locali antistanti il centro commerciale le Ninfee, la IV Mostra del fungo d’Aspromonte.
Una gioia per tutti i sensi. Innanzitutto per la vista perché vedere insieme circa 200 specie di funghi è un piacere per gli appassionati ma anche per la gente comune, sempre curiosa e interessata di fronte ad uno spettacolo del genere. E poi gli odori che si diffondono nell’aria e ci raggiungono ci fanno sognare piatti gustosi e ricette sempre più ricercate. Si sente quasi il sapore in bocca quando ci si avvicina alle specie più profumate.

E poi avere la possibilità di toccare con mano alcune specie mangerecce che si incontrano nel bosco e non averle raccolte mai perché non conosciute; oppure prendere in mano un fungo difficile da trovare ma sempre desiderato, sono piaceri che fanno bene alla gente.

Una mostra di funghi non serve solo alla gioia dei sensi ma ha altri scopi di cui abbiamo chiesto al presidente del Gruppo Micologico Reggino, Mimmo Porcino, che così ci ha risposto:”Le mostre servono innanzitutto per acculturare la gente comune sul ruolo dei funghi nell’ecosistema e la loro importanza per la decomposizione delle spoglie di esseri organici e la loro trasformazione in nutrimento per la terra. Anche gli stessi funghi parassiti hanno la funzione di selezione naturale perché attaccano solo alberi gracili o malati. E poi le mostre servono anche a diffondere la cultura del rispetto del bosco e della natura in generale”.
Organizzare una mostra non è una cosa che si faccia senza dispendio di energie. Innanzitutto ci voglio i volontari disposti a girare le montagne per trovare i funghi non pensando alla raccolta personale ma alla buona riuscita della mostra ed in seguito i micologi del gruppo si riuniscono per determinare le specie.

I micologi al lavoro per la determinazione, in primo piano Gianni Crocè e Gianni Battaglia

Intanto quello che possiamo definire l’architetto del Gruppo, allestisce la mostra aiutato dagli altri soci presenti ed infine con l’aiuto, spesso indispensabile, delle mogli dei soci si dispongono in bella mostra i funghi sui tavoli.

Il Segretario del Gruppo Gianni Battaglia insieme all’Architetto della mostra Nino Pratticò

La cosa che dà più soddisfazione però è sempre la partecipazione della gente, numerosa e interessata, sempre pronta a fare domande e attentissima alle risposte sempre puntuali e precise dei micologi che passano ore ed ore a dare spiegazioni e consigli.

Il Dottor Crocè e il Presidente del GMR rispondono alle domande della gente

Da parte nostra non ci esimiamo a fare i complimenti a tutto il GMR per l’organizzazione  con particolare riferimento a quelle persone che per la buona riuscita hanno lavorato prima e dopo faticando con gioia per una cosa in cui credono. Bravi!

set
10
2018

Una giornata coi…fiocchi, in montagna

Fofografia di Pierpaolo Papalia

Parlando con amici un giorno Immanuel Kant disse: “Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne”, ed io leggendo quella frase mi misi a riflettere e a pensare quanto fosse vera quell’affermazione. Mi innamorai della montagna e non la lasciai più.
Amo ancor oggi la montagna perché ogni volta che mi ci ritrovo entra in me una serenità, una pace che mi riesce molto difficile trovare in città. Se poi la montagna la vivi insieme agli amici più cari, il piacere e la gioia aumentano a dismisura.
Mercoledì scorso il più intraprendente tra gli amici che frequentano la montagna con me, Gianni Battaglia, invia in chat questo messaggio:

Sabato 8 settembre vorrei andare a funghi  poiché mi sono già visto o sentito con alcuni di voi e mi è sembrato di capire che ci potrebbe essere una nutrita partecipazione. Proporrei di contarci, vedere quante macchine abbiamo a disposizione (la mia  c’è), dividerci in equipaggi e battere zone diverse. A pranzo ci potremmo vedere per una schiticchiata nei boschi (ognuno porta qualcosa). 

Colto subito al volo! Dovevamo essere in tanti ma, alla fine, impegni di qua, impegni di là, siamo rimasti in cinque. Un numero di amici veri, piccolo o grande che sia, è sempre il miglior numero e siamo partiti di buon’ora in direzione della nostra montagna, l’Aspromonte, con la certezza che ci avrebbe regalato come sempre spettacoli ad ogni passo e con la speranza di trovare una delle tante prelibatezze che si scovano nei boschi: i funghi.
Quello che ci interessava di più comunque era camminare per ore, come dicevano i nativi americani, dentro i mocassini degli amici (nel nostro caso gli scarponi) guardando, parlando e sorridendo e qualche volta fischiando che è il nostro segnale che avvisa gli altri quando troviamo un fungo. Non sto qui a tediarvi raccontando tutti i particolari dei nostri discorsi o i brindisi in rima che abbiamo declamato all’ora della schiticchiata (ricco pranzo consumato all’aperto). Meglio lasciar parlare le immagini che raccontano come Gianni Battaglia si dedica alla preparazione dei panini mentre gli altri riposano, sempre disposti però a farsi riempire il bicchiere. La nostra non era proprio una schiticchiata perché abbastanza frugale, ma le delizie leccorniose che i nostri Pierpaolo, Gianni Repaci e Gianni Crocè si erano portati dietro, insieme al vino superbo, l’hanno resa davvero ricca e gustosa.

Gianni B. al lavoro…

Un selfie sostituisce l’autoscatto…

Un bicchiere dopo l’altro…

Uno degli spettacoli che ci ha offerto l’Aspromonte in questa giornata è stato quello di vedere tantissime salamandre che abbiamo fotografato e seguito per un po’. Qualcuna si è pure messa in posa su un tronco ed ha permesso all’occhio svelto e vigile di Pierpaolo Papalia di scattare la più bella foto che abbiamo messo all’inizio dell’articolo. E i funghi? Sì abbiamo trovato anche quelli ma l’unico ricordo che mi è rimasto dei funghi è il gesto fatto da Gianni Battaglia che ha regalato (gesto che fa spesso con tutti perché è bravo a raccogliere) la raccolta più abbondante ad uno degli altri a cui la moglie aveva detto di non tornare a casa senza funghi.

E infine i funghi di Gianni B.

Insomma, come spesso capita con questi amici, abbiamo passato una giornata… coi fiocchi. Loro sanno già perché metto i puntini prima dei fiocchi, gli altri lo scopriranno quando non saranno più assenti.

giu
27
2018

La stagione dei funghi inizia anche in Aspromonte

U passu da zita  (foto di Filippo Armonio)

La pioggia è arrivata! Su tutte le nostre montagne finalmente abbiamo avuto un mese di piogge costanti che hanno reso il terreno dei boschi idealmente bagnato. Ora aspettiamo le altre condizioni di umidità e calore e si spera che la stagione che sta per venire sia fruttuosa come non mai in questi ultimi anni. Preparate quindi i cesti e gli scarponi! Muniti inoltre di sana competitività prepariamoci alla competizione come si usa spesso tra gli amici. “io ne ho trovati di più”, “i miei però pesano di più anche se sono di meno”, “i miei sono più grossi”, etc, etc.
Ricordiamoci infine che la nostra montagna è bellissima quindi non stiamo sempre con la testa in giù alla ricerca ma ogni tanto alziamo lo sguardo e godiamo dello spettacolo che ci si presenta davanti ad ogni piè sospinto così, anche se non dovessimo trovare funghi, avremo, senza dubbio alcuno, dedicato del tempo alla “bellezza” e alla “cultura” cose che, di questi tempi, dobbiamo curare con particolare attenzione. Buon divertimento!

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